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RICORSO

Telecom chiede allo Stato 528 milioni

Per questa ragione, le due società hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio il 27 marzo scorso e ora si attende la fissazione dell'udienza.
Il contributo fu istituito dalla Finanziaria in sostituzione del vecchio canone di concessione, divenuto inapplicabile in seguito alla liberalizzazione delle tlc (dal '99 infatti non esiste più una società concessionaria, ma solo operatori licenziatari). L'importo da pagare era stato definito come una percentuale del fatturato delle aziende di telecomunicazioni e scaglionato tra il 1999 e il 2003. Telecom, Tim e altri operatori di tlc nel 2000 avevano impugnato al Tar del Lazio il decreto attuativo che dettava le modalità per il versamento del contributo deciso dalla Finanziaria, chiedendo anche la restituzione dei contributi relativi all'esercizio 1999.
Questo ricorso è stato rinviato dal Tar alla Corte di Giustizia europea, che deve ancora pronunciarsi. La base legale che ha indotto il gruppo italiano a ricorrere contro la norma è la direttiva Ue sulla liberalizzazione 97/13, che escludeva il pagamento di un canone di concessione per gli operatori di telefonia. Già nell'autunno 1998, all'epoca del dibattito sulla Finanziaria, molte furono le polemiche, anche con Bruxelles, relative a questo contributo.

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