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Pensioni, sindacati pronti allo scontro

Critiche dalla Confcommercio. Ma per il ragioniere dello Stato «senza riforme spesa insostenibile»

Oggi il ministro del Welfare Roberto Maroni incontrerà i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil facendo precedere il vertice da una serie di puntualizzazioni che hanno messo di malumore i sindacati.
Uno scontro che arriva alla vigilia della presentazione del nuovo quadro di riferimento dei conti pubblici contenuto nella Trimestrale di cassa che sarà varata domani dal Consiglio dei ministri.
Per Maroni nella delega previdenziale non c'è spazio per cancellare la decontribuzione per i neo-assunti e anche il conferimento del tfr nei fondi pensione è scelta che non si discute.
Parole accolte con freddezza da Guglielmo Epifani. «Se il ministro ci chiama per rispondere no a tutte le nostre richieste non credo ci siano molti spazi di manovra». E anche Luigi Angeletti si è detto deluso criticando in particolare la scelta di introdurre una decontribuzione in busta paga per i lavoratori neo-assunti. «Rischia di trasformarsi in una bomba ad orologeria di cui nessuno può valutare l'impatto». Ancora più esplicito il suo numero due Adriano Musi. «Se si insiste su queste posizioni si va a uno scontro sbagliato e saremo costretti a chiedere a Cisl e Cgil azioni di lotta comune, senza escludere neppure lo sciopero» Per la Cisl a freddare gli entusiasmi ha pensato il segretario confederale Pierpaolo Baretta. «Prima di parlare di una Maastricht delle pensioni come fatto dal premier Berlusconi, sarebbe il caso che il Governo trovasse un'intesa con noi sulla delega previdenziale cancellando le norme su tfr e decontribuzione».
A fianco dei sindacati si sono schierati Ds e Margherita, mentre Confcommercio critica alcune modifiche apportate nel corso dell'iter parlamentare. «Prima di quella previdenziale vorrei vedere molte altre Maastricht: una dell'esercito Ue, un'altra della ricerca. Ancora aspetto di avere dal Governo le linee strategiche sulle politiche pensionistiche», ha spiegato ieri il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, mentre i Ds in una nota si augurano che «il Governo accolga le proposte unitarie avanzate dal sindacato sulle pensioni, anche se purtroppo, le dichiarazioni del ministro Maroni sembrano, fin qui, orientate in un altro senso». Il presidente di Confcommercio, Sergio Billè critica invece la parificazione tra fondi chiusi e fondi aperti «che non appare coerente con le linee concordate, in quanto ignora la finalità sociale della previdenza integrativa, che nasce dalla contrattazione collettiva».
A sollecitare invece più forza alla riforma è il ragioniere generale dello Stato Vittorio Grilli secondo cui con le attuali norme la spesa pensionistica è destinata a crescere assai velocemente nei prossimi anni raggiungendo un picco del 16% del pil nel 2033.

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