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Benzina, Pasqua senza bancomat

I gestori minacciano di aumentare i prezzi se non sarà risolta la vertenza

È stata confermata infatti la ripetizione della protesta dei gestori degli impianti di rifornimento carburante che già la scorsa settimana, per tre giorni consecutivi, ha avuto luogo in tutta Italia: dalle 24 di ieri notte fino alle 24 di martedì 22 aprile - rendono noto le organizzazioni di categoria Faib-Aisa, Fegica e Figisc-Anisa - su tutti gli impianti sia della rete ordinaria che di quella autostradale non sarà possibile effettuare transazioni con bancomat e carte di credito. Se si considera che in Italia circa il 30% dei rifornimenti di carburanti è pagato con l'uso di carte magnetiche e che lo sciopero cade sotto le festività di Pasqua i disagi saranno inevitabili.
Ma non è tutto. I benzinai minacciano aumenti se non verrà risolta la vertenza. «Le commissioni che paghiamo -dice il segretario della Faib, Pietro Rosa Gastaldo- sono troppo alte e ingiustificate. E di fronte a una situazione di stallo il pericolo è che il costo delle carte da noi sostenuto faccia lievitare il prezzo della benzina esiste».
Faib-Aisa, Fegica e Figisc-Anisa - precisa una nota - «hanno apprezzato le precisazioni fornite da American Express che, unica, ha dichiarato la sua volontà di non aumentare le commissioni e di farsi carico di tutti gli ulteriori oneri impropri che il sistema bancario dovesse far gravare sui gestori».
Nessun segnale concreto invece - avvertono Faib-Aisa, Fegica e Figisc-Anisa - dagli altri circuiti nè dal sistema bancario, «malgrado le sollecitazioni del sottosegretario al ministero delle Attività produttive, Giovanni Dell'Elce, al quale Faib-Aisa, Fegica e Figisc-Anisa continuano a chiedere un intervento risolutivo prima che l'aggravio imposto dal cartellò bancario sulle transazioni con la cosiddetta moneta di plastica produca i suoi effetti negativi sul prezzo al pubblico dei prodotti. Va ricordato infatti - prosegue la nota - che gli aumenti delle commissioni già praticati da alcuni istituti bancari ed in via di introduzione per gli altri significano, in pratica, con una ipotetica transazione di 15 euro che il gestore deve rinunciare ad oltre i quattro quinti del suo margine». Lo stesso Senato - aggiunge la nota - con una proposta di mozione firmata da 43 senatori di Alleanza Nazionale si accinge ad assumere una determinazione che impegna il governo ad intervenire sulla vicenda ed a trovare una composizione che salvaguardi i diritti dei gestori e le necessità degli utenti.
«Ove anche questa protesta non dovesse trovare risposte rassicuranti ai problemi che i gestori hanno evidenziato - conclude la nota - le organizzazioni di categoria valuteranno nei prossimi giorni se organizzare verso le banche aderenti al Consorzio Co.Ge.Ban. e i circuiti di gestione di carte di credito la sospensione sine die del servizio di accettazione della moneta elettronica e la restituzione delle apparecchiature utilizzate per le transazioni».

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