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Al via gasdotto Algeria


Piace al Governo, all'Authority per l'energia, agli operatori che si affacciano sul mercato del gas. Ed ovviamente all'Algeria. Ma non convince l'Eni, preoccupato da una futura superofferta di gas.
Il progetto - si stacca infatti dal coro l'amministratore delegato del gruppo petrolifero, Vittorio Mincato, nel corso di un convegno dedicato al progetto - «gonfierebbe ulteriormente la bolla del gas portandola a 25 miliardi di metri cubi» entro il 2010. Quello di una superofferta è però tutt'altro che un rischio per il presidente dell'Authority per l'Energia Pippo Ranci che, al contrario, auspica una disponibilità dell'Italia che ecceda i meri consumi nazionali per «aprire in mercato e sciogliere il nodo dell'operatore dominante». Il mercato italiano del gas deve diventare «bi-direzionale», deve cioè - spiega il presidente dell'Autorità - importare ed esportare trasformandosi in un «hub», altrimenti «l'impresa che ha il controllo dei gasdotti resterà dominante» e la situazione sarà «incompatibile con la concorrenza». E quindi ben venga un eccesso di offerta che se nel breve periodo - aggiunge - può sembrare un elemento di inefficienza, nel lungo termine si tradurrà in un punto di forza nel futuro mercato unico energetico.
La nuova linea di interconnessione con l'Algeria (che si andrebbe ad aggiungere al Transmed via Tunisia e Sicilia) «potrebbe - gli fa eco il Ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano - aumentare la concorrenza nel settore dando accesso al mercato italiano ed europeo a nuovi operatori in grado di investire in progetti con ricadute sul lungo termine».

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