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TORINO — Tra la famiglia Agnelli e la Confindustria riprende il dialogo.


La rottura vera e propria risale però all'elezione nel 2000 del presidente di Confindustria, che vide Antonio D'Amato prevalere sul candidato del Lingotto, Carlo Callieri, e al botta e risposta tra l'Avvocato e il numero uno degli imprenditori italiani sul «Paese dei fichi d'India» (nel gennaio 2002).
Proprio il filo che lo lega al fratello suscita un velo di commozione nel presidente della Fiat. «È un momento particolare - spiega prima dell'intervento al meeting annuale di Confindustria - e sono interessato ad avere un rapporto di collaborazione con il sistema di cui gli imprenditori sono parte così importante».
Qualcuno già vede nel riavvicinamento anche un possibile segnale per la successione al vertice di Antonio D'Amato, tra dodici mesi: uno dei nomi in pole position è infatti proprio quello di Andrea Pininfarina, numero uno degli imprenditori torinesi e padrone di casa al convegno confindustriale (tra i papabili vengono indicati anche uno degli attuali vicepresidenti, Giancarlo Cerutti, e Luca Cordero di Montezemolo). Pininfarina ha voluto fortemente che fosse Torino ad ospitare il meeting e Umberto Agnelli gli ha dato una mano facendo, insieme a lui, gli onori di casa.

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