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La Confindustria apre alla Cgil

«Gli interventi sulle pensioni sono necessari. Occorre un salto di qualità»

Quello lanciato dal presidente della Confindustria Antonio D'Amato dalla platea di Torino è un vero e proprio appello per «una nuova stagione di riforme», per un «salto di qualità» che coinvolga tutti: governo, imprenditori e sindacati «tenendo la porta aperta alla Cgil». «Recuperiamo la capacità di lavorare insieme, pur nel rispetto delle differenze, a un progetto di sviluppo del Paese», ha detto D'Amato concludendo la due giorni del convegno della Piccola Industria.
«Siamo nel mezzo della legislatura e in un momento delicato dell'economia. Dobbiamo affrontare con grande velocità una nuova stagione di riforme», a partire da quella delle pensioni che oramai è «ineludibile». In questo cammino «dobbiamo tenere aperta la porta alla Cgil, che deve prendere atto di come il Patto per l'Italia e la riforma Biagi siano state firmate da tutti e che ha il dovere di dare il suo contributo alle riforme che restano da fare».
E alla vigila del semestre di presidenza italiana dell'Ue D'Amato invita il Governo «a fare bene in casa propria per contribuire veramente e in maniera incisiva sulla crescita dell'Europa».
E sul tema delle riforme è intervenuto anche Marco Tronchetti Provera, vice presidente dell'associazione dei confindustriali che ha pranzo ha parlato del tema con Berlusconi, Agnelli e D'Amato: «E' scattata l'ultima ora per le riforme e il Governo deve avere la forza di voltare pagina. Se le riforme non si faranno entro i prossimi dodici mesi con l'avvio della campagna elettorale tutto diventerà più difficile. E non cogliere questo momento sarebbe un grave errore. Dunque -ha proseguito - il Governo ha ancora un anno per svolgere a pieno un ruolo di motore sul cammino delle riforme. E' il momento di riprendere il dialogo con le parti sociali ed andare verso una maggiore flessibilità e verso una riforma del sistema pensionistico».
Sulle pensioni dura la replica dei sindacati. «Il tema delle pensioni è ormai un ritornello», sentenzia il leader della Cgil Epifani secondo il quale «fare allarmismi ha sempre generato più problemi che risultati». Per Savino Pezzotta della Cisl, nel nostro paese non c'e bisogno di una riforma strutturale delle pensioni. «L'unico ambito di discussione sul tema delle pensioni - osserva - è quello della delega rispetto alla quale abbiamo avanzato delle proposte di modifica». Una Maastricht del welfare? «Finalmente - risponde Luigi Angeletti - tutti si accorgeranno che il nostro sistema previdenziale è fra i migliori del mondo».

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