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L'Arabia Saudita teme la distruzione dell'Opec

Secondo il quotidiano saudita Okaz gli Usa stanno pensando di far crollare i prezzi del petrolio

L'Iraq è l'unico produttore in grado di competere in futuro con la produzione saudita. Per questa ragione, il quotidiano saudita ha espresso la preoccupazione che gli Stati Uniti potrebbero spendere immediatamente miliardi di dollari per alzare la produzione di petrolio iracheno al livello della produzione saudita, e persino più in alto. Se l'Opec crollasse a seguito della rapida discesa dei prezzi del petrolio, un tale evento, dice il giornale, «danneggerebbe molto le economie di paesi che dipendono pesantemente dai redditi del greggio come loro principali fonti di entrate». Il calo delle entrate provocherebbe «problemi finanziari, economici e sociali. L'Arabia Saudita, l'Iran, i paesi del Golfo e anche il Venezuela e la Russia, saranno i principali paesi colpiti». Anche l'Egitto è preoccupato che l'Iraq possa diventare un maggiore esportatore di metano, che sarebbe in competizione diretta con le esportazioni egiziane in mercati come Giordania, Siria e Turchia .
Per l'Arabia Saudita, i cui redditi da petrolio costituiscono circa l'80 per cento dei suoi redditi totali, le implicazioni di un tale scenario sarebbero notevoli. Come esportatore di 7.5 milioni di b/d, una fluttuazione di 1 dollaro per barile si tradurrebbe in una perdita di circa 2,7 miliardi di dollari.
Anche l'opposizione irachena in esilio sta alimentando le preoccupazioni dei sauditi e di altri paesi mediorientali. Quindici ex esperti iracheni del settore petrolifero, che si sono incontrati a Londra durante il weekend del 5-6 aprile 2003, hanno suggerito che l'Iraq dovrebbe «far finire il monopolio saudita nel settore del petrolio». Un partecipante curdo alla riunione, Dara Al-Attar, ha dichiarato che l' obiettivo è di raggiungere una produzione di 6 milioni di b/d entro i prossimi 6-8 anni. Tali livelli di produzione richiederanno ai membri Opec o di ridurre le proprie quote o di rifiutare la richiesta dell'Iraq di aumentare la propria produzione. In tal caso, l'Iraq potrebbe scegliere di lasciare l'OPEC.
Intanto, e come risultato di questi sviluppi potenziali, l'Opec sta riconsiderando il sistema delle quote che può aver bisogno di essere rivisto. Gli esperti dell'Opec stanno anche pensando di abbassare la gamma dei prezzi attuali da un minimo e un massimo di 22-28 dollari a barile a 18-20 dollari a barile.

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