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Mediobanca, assetto transitorio

Per Geronzi alla scadenza del patto di sindacato le regole potrebbero cambiare

Una soluzione che si prefigura peraltro come transitoria. Lo ha suggerito il numero uno di Capitalia, Cesare Geronzi, secondo cui fra un anno, alla scadenza del patto, le regole potrebbero ancora cambiare.
Mentre l'amministratore delegato uscente Vincenzo Maranghi è stato in ufficio per tutta la mattinata, gli uomini di Piazzetta Cuccia nel pomeriggio erano ancora impegnati a mettere a punto l'ordine del giorno del Cda fissato per lunedì pomeriggio.
L'appuntamento servirà a prendere atto delle dimissioni di Maranghi e del presidente Francesco Cingano e a nominare alla presidenza con deleghe operative Gabriele Galateri di Genola, impegnato ieri prima a Milano e poi a Roma. Verrà inoltre cooptato come consigliere Vincent Bollorè, che prima di lunedì potrebbe già rendere noti i nomi dei rappresentanti dei soci francesi, nonchè dei nuovi aderenti francesi al patto di sindacato che affiancheranno col 2% complessivo il 5% vincolato dallo stesso Bollorè e il 3% di Groupama. Fonti vicine al finanziere bretone negano poi che la quota eccedente il 10% apportato al patto venga ceduta. Nel giro di cinque giorni della stipula delle modifiche, avvenuta il 7 aprile, il patto rinnovato deve comunque essere inviato alla Consob.
Secondo Tarak Ben Ammar, che si è dichiarato disponibile a coprire uno dei posti in consiglio, nel novero dei quattro consiglieri destinati al nucleo estero rientra Antoine Bernheim. Rimarrebbe un posto da occupare, che - secondo fonti parigine - sarà con ogni probabilità destinato a Groupama.
«Bernheim è già in consiglio, Bollorè entra lunedì, poi in una successiva riunione del Cda, nel giro di non più di quindici giorni, si dimetteranno due consiglieri attuali e al loro posto entreranno gli altri due rappresentanti dei soci francesi», ha detto Ben Ammar.
Mentre il titolo Mediobanca ha perso terreno in Borsa Cesare Geronzi ha suggerito la possibilità di ulteriori modifiche della governance fra un anno alla scadenza naturale del patto. «Non ci sono conflitti di interesse», fra Mediobanca e gli azionisti bancari. «Tanto più che nell'intenzione c'è anche uno sviluppo ulteriore. A partire dal 2004, - ha sottolineato riferendosi alla scadenza del patto - potrebbe cambiare la governance societaria in modo più simile a quella vigente in Germania, Olanda e altri Paesi con un supervisory board in cui sono rappresentati gli azionisti e un comitato dei direttori che governa».
Un riconoscimento a Maranghi, intanto, è arrivato dal presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera, che insieme a Geronzi, Bollorè e Ben Ammar ha trattato ieri la sofferta uscita dell'amministratore delegato di Mediobanca. «Maranghi ha contribuito in modo determinante a garantire che l'accordo fosse equilibrato».

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