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Imprese ottimiste nonostante il conflitto

Secondo un'indagine di Confindustria un imprenditore su 2 è fiducioso nella ripresa

E questo nonostante la preoccupazione per la crisi internazionale.
Il quadro improntato all'ottimismo emerge da uno studio commissionato da Confindustria a Tns Abacus e Tolomeo su «'Competitività e dinamismo delle imprese italiane» e che sarà meglio illustrato a Torino nel prossimo week end dove Confindustria si confronterà con il sindacato e il governo, prevista anche la presenza di Silvio Berlusconi.
Per il 48% degli interpellati «la situazione economica nel prossimo triennio migliorerà». Un segnale di ottimismo dunque in una situazione nella quale gli imprenditori si mostrano sempre più dinamici. Stabile il grado di fiducia generale degli italiani sul proprio futuro: l'indice relativo è infatti fermo da due mesi su quota 37, mentre cala di poco (appena un punto tra febbraio e marzo) l'indice delle fiducia nell'economia personale (a quota 35). Fermo anche l'indice della fiducia nel Paese (38) e quello che riguarda competitività e valore delle azioni. Cala invece, sempre di poco, (da 37 a 36) quello che misura la situazione economica del Paese.
In questa situazione di sostanziale stabilità si nota però un certo grado di orgoglio trasversale. Da nord a sud infatti gli imprenditori intervistati dichiarano il proprio orgoglio di essere italiani: gli orgogliosi (con diverse gradazioni) sono infatti l'85% del campione, mentre appena l'11% on lo è. Un input che serve a muoversi in un mercato sempre piu' agguerrito: nel 70% dei casi la concorrenza a cui si è sottoposti viene percepita come «molto forte» mentre solo nel 30% dei casi non si tratta di una concorrenza forte.
Le aziende italiane, secondo lo studio, sono quindi attentissime a seguire le nuove dinamiche per adeguare la propria offerta.

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