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Mediobanca, via al mega summit

Convocati i grandi soci bancari, industriali e i piccoli di Consortium

Ieri il manager è rimasto al lavoro fino a sera, nel suo ufficio a Piazzetta Cuccia (nella foto). Secondo quanto si apprende da fonti dell'entourage dell'amministratore delegato di Mediobanca, Maranghi avrebbe però rinunciato a una resistenza a oltranza.
Alle 13, nella sede milanese di Unicredit, si ritroveranno, oltre ai padroni di casa Alessandro Profumo e Carlo Salvatori, i rappresentanti di Capitalia, Mediolanum, Commerzbank, Italmobiliare, Fondiaria-Sai, Generali, Pirelli, Fiat, Olivetti, Ras, Fin.Priv, Gruppo Burgo, Gruppo Pecci, Cerlux, Gruppo Cerutti, Ferrero, Sinpar, Sofist, Candy, Finsev, Montefibre, BB Investissement, International Finaf 2000, Herule Finance, Falck, Tourist International, Work and Finance International, Gruppo Franza, Minozzi, Poligrafici Editoriale, Rover International, Famiglia Gavio. Sarà il patto più affollato nella storia del salotto buono perché, oltre ai grandi soci bancari e industriali, ci saranno anche tutti i piccoli di Consortium.
Al termine del mega summit è previsto un incontro del direttivo con gli investitori francesi guidati da Vincent Bolloré (Perguet Sa, Groupama, Dassault e altri). Ma, prima di sciogliersi, l'assemblea plenaria del patto, ratificate le ipotesi di variazione e in conseguenza all'ingresso di nuovi soci che avranno diritto a nominare quattro consiglieri nel cda di Mediobanca, dovrà deliberare anche in merito «alle designazioni negli organi che si rendano necessarie», come sottolineava il documento stilato il 1° aprile.
Se dunque è probabile che sul tavolo non ci saranno le dimissioni di Vincenzo Maranghi, i soci potrebbero dover arrivare alla conta dei voti (serve un quorum del 75%) per presentare, eventualmente, una lettera di sfiducia e costringere l'amministratore delegato lasciare l'incarico prima della naturale scadenza del mandato (ottobre).
A questo punto, secondo le riflessioni maturate nel week-end tra gli azionisti di maggioranza, a Gabriele Galateri, attuale presidente di Ifi, potrebbe essere offerta la presidenza, anzi una super presidenza perchè connotata da deleghe operative.
Renato Pagliaro, che tra i due vice direttori generali è quello con più anni di esperienza in Mediobanca e con la responsabilità dell'area partecipazioni-affari speciali, e Alberto Nagel, che attualmente si occupa dell'operatività della banca d'affari, potrebbero essere promossi e, secondo le indiscrezioni, al primo potrebbe essere affidato l'incarico di amministratore delegato e al secondo quello di direttore generale.

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