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Solo un terzo dei giovani under 35 lavora regolarmente in Italia

La fotografia sull'occupazione della fascia tra i 15 e i 35 anni è stata scattata dall'Inps, che segnala come gli under 35 siano occupati soprattutto al Nord (il 47,8% della popolazione nella fascia considerata), mentre al Sud l'attività regolare sia appena del 17,2 (lavora regolarmente circa uno su sei). Lo studio che si riferisce alla fine del 2000 è stato presentato dal presidente del Civ dell'Istituto «Aldo Smolizza» in una lezione con gli studenti dell'Università di Roma, nella quale ha sottolineato come i lavoratori extracomunitari che versavano contributi a quella data (escludendo quindi i 350 mila che hanno fatto domanda di regolarizzazione negli ultimi mesi) siano appena 365 mila. L'indagine tiene conto solo delle gestioni degli artigiani, dei commercianti, dei dipendenti e dei lavoratori domestici. Secondo lo studio, alla fine del 2000 versavano contributi all'Inps in totale 11,8 milioni di persone per quasi la metà (5,5 milioni) under 35.
Su 365 mila giovani extracomunitari iscritti nei principali fondi (sono 400 mila se si considera il totale delle gestioni) il numero più alto resta quello dell'industria (296 mila), mentre i collaboratori domestici sono 59 mila, oltre il 90% del totale delle colf. Se tra i 15 e i 25 anni è molto difficile trovare lavoro al Sud (lavora solo il 9,75% dei giovani nella fascia considerata), la situazione cambia al Nord, con il 35,2% di persone che versano contributi nell'età considerata. Tra i 26 e i 32 anni lavora il 57,4% dei giovani del Nord, il 43,8 di quelli del Centro e appena il 24,2% di quelli del Sud. La situazione migliora di poco tra i 33 e i 35 con il 54,6 al Nord, il 42,9% al Centro e il 25,3% al Sud (ma in quest'area va sempre considerato il peso del lavoro agricolo e soprattutto del nero).
La retribuzione media - si legge nelle statistiche dell'Inps - è di 13.793 euro l'anno per i giovani tra i 15 e i 35 anni, di 17.148 euro tra i 26 e i 32 e di 18.753 tra i 33 e i 35. Man mano che cresce l'età aumenta anche il divario nella retribuzione tra maschi e femmine: Era poco meno di 1.100 euro tra i più giovani (13.159 euro le femmine, 14.247 i maschi), e cresce a 2.200 tra i 26 e i 32 anni (15.809 le femmine, 18.023 i maschi) fino a toccare i 3.200 tra i 33 e i 35 anni (16.704 le femmine, 19.928 i maschi).

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