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Fiat, sciopera la società Wes si blocca la produzione della Stilo

La direzione della Fiat si è vista costretta, per non compromettere la qualità della produzione, a dichiarare il «senza lavoro» per i quattromila dipendenti.
Gli 89 lavoratori della Wes continuano il picchettaggio dello stabilimento chiedendo la riassunzione di 22 operai per i quali è stata avviata la procedura di mobilità per esubero di personale. Le proposte dei sindacati sui criteri di scelta dei dipendenti da avviare alla mobilità sono state respinte dall'azienda.
I sindacati sono in allarme. «È necessario intervenire immediatamente per evitare in quel territorio una vera e propria desertificazione produttiva e l'ulteriore peggioramento di un tasso di disoccupazione già oggi preoccupante» ha affermato il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Stefano Bianchi.
«Hanno avuto ragione -ha sottolineato Bianchi- la Fiom e la Cgil nel non firmare, lo scorso 26 febbraio, l'accordo proposto dalla Fiat per Cassino, senza un piano industriale nazionale che faccia comprendere al sindacato ed ai lavoratori le strategie dell'azienda e gli strumenti per attuarle». «Quest'ultimo episodio -ha spiegato Bianchi- conferma che il futuro dello stabilimento di Cassino sarà caratterizzato da una grande incertezza e che, probabilmente, la fine della produzione della Stilo comporterà la fine dello stesso stabilimento». «Questa drammatica prospettiva -ha proseguito il segretario generale della Cgil Roma e Lazio- comporterà ricadute negative su tutta l'economia territoriale, che vive pressochè esclusivamente di commesse e rapporti con lo stabilimento Fiat. Per questo, la Cgil di Roma e Lazio ritiene sia assolutamente indispensabile cominciare, da subito, a discutere con le istituzioni e con le associazioni imprenditoriali di un piano d'area che punti alla riconversione produttiva dell'intero territorio».
«La legge regionale che il sindacato ed i lavoratori hanno ottenuto a febbraio -ha aggiunto Bianchi- con lo stanziamento di 25 milioni di euro, deve essere rapidamente attuata, attivando immediatamente il tavolo di concertazione, previsto e già richiesto da Cgil, Cisl e Uil in data 26 marzo».

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