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Auto, fine incentivi vendite boom

Fiat in crescita del 13,4%. Promotor: crollo ad aprile senza proroga delle misure


A marzo, così come già accaduto lo scorso dicembre quando il mercato si era impennato con l'avvicinarsi della scadenza degli incentivi di Stato, il mercato automobilistico italiano ha ripreso a viaggiare a ritmo sostenuto, mettendo a segno un incremento del 27,38% (per un totale di 269.800 vetture immatricolate). Un risultato buono, dovuto però alla corsa all'acquisto fatta scattare dalla prevista fine degli ecoincentivi, terminati il 31 marzo scorso. Ed ora il futuro non appare roseo: nei prossimi mesi il mercato delle quattro ruote sconterà sia la fine delle agevolazioni statali sia l'anticipo della domanda determinato dal termine delle agevolazioni, e si prevedono pesanti battute d'arresto. Gli occhi sono quindi puntati al Consiglio dei ministri di oggi, che molto probabilmente si troverà a dover decidere se prorogare o meno gli ecoincentivi, dando così una boccata d'ossigeno all'industria automobilistica.
Gli effetti positivi degli ecoincentivi sono stati avvertiti da tutte le case automobilistiche. Il gruppo Fiat ha visto crescere le immatricolazioni del 13,4%, pur subendo ancora le conseguenze dello stop produttivo di Termoli. Buone soprattutto le performance di Fiat e Lancia. La Panda mette a segno un +9,8% di quota, la Punto e la Lancia Y +1,1% e +0,7%. Marzo però è risultato un mese positivo anche per Alfa Romeo, che ha fatto registrare un aumento di volumi del 16% rispetto allo stesso mese del 2002. Nel primo trimestre 2003 si è dunque confermato il trend positivo con volumi superiori (+5% circa) all'anno scorso.
Anche le case estere hanno approfittato degli ecoincentivi: la Ford ha guadagnato l'82,30%, Renault il 75,66%, Opel il 15,86%, Peugeot il 35,77% e Citroen addirittura il 166,91%.
Con gli ecoincentivi lo Stato ha incassato 220 milioni di euro di Iva in più. Chiuso marzo con il segno più, ora però tutti guardano con apprensione al futuro prossimo, con il timore che gli incentivi non vengano prorogati. Secondo il Centro Studi Promotor (Csp), «in mancanza di agevolazioni statali si registreranno pesanti contrazioni già da aprile. Vi è infatti da scontare l'anticipo di domanda determinato dalle agevolazioni scadute, mentre in marzo la fiducia dei consumatori fa registrare una nuova contrazione». Dall'indagine mensile del Csp emerge che il 66% dei concessionari prevede una diminuzione delle vendite nei prossimi tre-quattro mesi. «La caduta della domanda di auto, che certamente si manifesterebbe in mancanza di nuovi incentivi - sostiene il Centro Studi Promotor in una nota - avrebbe conseguenze pesanti su un quadro economico nazionale già fortemente preoccupante e su cui incombono le incertezze ed i timori legati all'evoluzione dello scenario internazionale».
«Non si vede perchè il Governo non dovrebbe adottare un nuovo provvedimento», continua il Csp riferendosi alla proroga degli incentivi, nei confronti della quale i ministri Marzano e Matteoli si dicono favorevoli e che potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già domani.
A sostegno della proroga degli incentivi si schiera anche l'Anfia. «I risultati di marzo confermano l'efficacia degli incentivi che si sono dimostrati un forte stimolo per sostenere la domanda di sostituzione, componente primaria di un mercato maturo - afferma il presidente dell'Anfia, Carlo Sinceri - Mi auguro che queste misure vengano prorogate al più presto. Se rinnovate, potrebbero contrastare la nuova fase di grave difficoltà che altrimenti investirà il mercato dell'auto, sostenere la non piccola quota del Pil collegata a questo settore, proseguire l'azione di uscita dal parco dell'ancora elevata quota di vetture non catalizzate».
Secondo l'Anfia, ad aprile il mercato «andrà a situarsi al massimo tra 155.000 e 160.000 immatricolazioni, ossia una perdita di quasi venti punti percentuali rispetto all'aprile 2002», mentre per l'intero anno «dobbiamo immaginare valori della domanda inferiori a 2,1 milioni di vetture e ciò anche senza rifugiarsi nei più severi scenari internazi

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