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Stream-Telepiù, Monti: non c'è monopolio

Il gruppo sarà in competizione con e.Biscom nel digitale e nei canali tv satellitari


Prende dunque corpo la piattaforma unica della pay-tv italiana che prenderà il nome di Sky Italia e che, attraverso il decoder unico, offrirà agli abbonati calcio, Formula 1, tennis, film e canali tematici. Una piccola grande rivoluzione nel segno del magnate australiano Rupert Murdoch che, dopo le tormentate trattative con il gruppo francese Vivendi, l'ha finalmente spuntata. Il via libera ufficiale della Commissione Ue, proposto dal commissario alla Concorrenza Mario Monti, è subordinato al rispetto di quattro impegni: accesso ai contenuti e alla piattaforma unica, disimpegni e effettivo rispetto delle condizioni fino al 31 dicembre 2011. Bruxelles si riserva comunque di accorciare la durata degli impegni, constatando che le condizioni di concorrenza "non giustificano la loro continuazione".
Per quanto riguarda la posizione di Telecom Italia (azionista di Stream), la Commissione Ue afferma che non è stato provato che "la concentrazione (nel settore della pay-tv italiana, ndr) condurrà al rafforzamento della posizione dominante" della società nel mercati tlc (principalmente nell'accesso Internet a banda larga).
Il commissario Monti in conferenza stampa ha sottolineato che Bruxelles ha posto paletti più stringenti a Murdoch rispetto a quelli precedentemente fissati dall'Antitrust italiano e che, a questo punto, non c'erano altre soluzioni: "E' il minore dei mali - ha detto Monti - si è trattato di una fusione problematica, perché crea una situazione di quasi monopolio. Ma vietarla sarebbe stato meno vantaggioso per gli utenti in quanto avrebbe peggiorato gravemente la situazione del mercato". I paletti posti dalla Ue, secondo Monti, garantiscono che il mercato delle pay-Tv resterà aperto alla concorrenza. Le pressioni competitive, infatti, arriveranno da e.Biscom con la rete a banda larga, dal digitale terrestre, dai canali tv satellitari e dalla piattaforma satellitare alternativa futura.
Inoltre, dalla fusione trarrà beneficio il settore del calcio perché "le squadre potranno fare affidamento su flussi di reddito sicuri, cosa che - continua Monti - non sarebbe avvenuto se la fusione non fosse andata in porto", tanto più ci sono le condizioni affinché le società di serie A e B "non siano spremute" da Sky Italia.

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