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Borse pessimiste. Bruciati 150 miliardi

Piazza Affari ha perso il 2,63%. Segnali di recessione nell'economia Usa

In più ha pesato l'avvio in forte perdita di Wall Street con l'indice Dow Jones che è tornato sotto quota 8.000 punti.
Il timore dei mercati, in calo ormai da quattro sedute, resta soprattutto quello di un conflitto ben più lungo del previsto, con conseguenze imprevedibili a questo punto anche sulla congiuntura economica. L' industria negli Stati Uniti è tornata a perdere colpi, per la prima volta da cinque mesi a questa parte. A complicare la situazione si è aggiunto quindi il nuovo apprezzamento dell'euro nei confronti del dollaro, appesantito a sua volta dai dubbi sui tempi necessari alle truppe anglo-americane per ingaggiare battaglia su Baghdad.
La seduta si è tradotta in Europa in 150 miliardi andati in fumo con l'indice euro stoxx 600, che racchiude le principali blue chip del vecchio continente, che ha lasciato sul terreno il 3,5%. Londra ha chiuso con un ribasso del 2,57%. Giù del 4,19% Parigi, con Francoforte in calo del 4,03% (in corso). Non ha fatto eccezione Milano. A Piazza Affari il Mibtel è sceso del 2,63% a 16.085 punti e il Mib30 di 2,98% a 21.975 punti. «Gli investitori stanno alla larga dal mercato - commentano gli operatori - spaventati per un possibile allargamento del conflitto iracheno e sui timori di possibili attentati».
Uno dei pochi titoli che si sono salvati dalla pioggia di vendite è stato Capitalia (+9,20%), con acquisti scatenati dagli ultimi dati di bilancio. In deciso ribasso gli altri bancari, con Mediobanca in calo del 5,05%, Intesa del 4,86%, San Paolo Imi del 4,42% e Unicredit del 2,44%. Generali ha perso il 3,81%, Ras il 4,53%, Fondiaria Sai l'1,89%. Bene Autostrade (+1,65%), i cui vertici hanno presentato oggi il progetto di fusione con Newco 28, «viene riscoperta e le riflessioni sono piaciute agli analisti». Pesanti Benetton (-6,68%) e Autogrill (-4,26%).
Seat Pagine Gialle, spinta dalle attese per il progetto di scissione, ingaggia un rally sul finale di seduta e chiude in rialzo del 2,52%. Il titolo si è mosso in decisa controtendenza rispetto alle altre società del gruppo e agli stessi media.
Telecom ha perso il 2,44%, Tim il 3,75%, Olivetti lo 0,77%. Il Lingotto è risalito dai minimi sul finale di seduta archiviando una perdita del 3,14% a 5,62 euro. Ifil ha lasciato l'1,64% a 2,21 euro, Ifi privilegio l'1,44% a 6,85 euro mentre Ifil risparmio, controcorrente, ha fatto un balzo dell'1,13% a 1,88 euro.
Pirelli ha lasciato il 4,89%, Pirellina lo 0,81%. Tra gli editoriali Hdp ha archiviato un calo del 3,24%, L'Espresso il 2,98% e Mediaset il 4,18%. Tra i tecnologici Stm ha ceduto il 6,66% a 17,32 euro e Finmeccanica il 4,18% a 0,46 euro. Nel comparto energia, Eni ha perso il 2,94%, Enel l'1,53%, Edison il 2,02% a 0,78 euro. Nel comparto energia ordini in acquisto su Snam Rete Gas (+2,35% a 3,22 euro) mentre Eni ha perso il 2,94% a 12,21 euro, Enel l'1,53% a 5,22 euro, Edison il 2,02% a 0,78 euro. Snia, dopo l'annuncio del progetto di scissione della chimica dalla tecnologie medicali, ha guadagnato l'1,90% a 1,61 euro.

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