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Pensioni, Maroni apre ai sindacati Discussione al via

Il ministro del Welfare ieri ha mostrato disponibilità ad aprire un confronto con le parti sociali sulla delega «senza veti e posizioni ideologiche da parte nostra», affermando che convocherà tutti al tavolo non appena arriverà sulla sua scrivania il documento unitario di Cgil, Cisl e Uil. Maroni si è detto «disponibile ad affrontare tutti i punti avendo sempre ben presente l'obiettivo principale: aumentare il tasso d'occupazione e trovare strumenti condivisi per far decollare la previdenza complementare».
Il ministro ha inoltre confermato la disponibilità a modificare il contestato punto della delega previdenziale sulla parità tra fondi chiusi e aperti e ha sottolineato che a suo avviso «i tempi sono maturi e giusti per fare una riflessione approfondita, seria e, spero, definitiva sulla previdenza. Prima si parte e meglio è», anche perché la delega è in discussione in Parlamento.
Il segretario della Cisl ha accolto subito l'invito del ministro: «Credo che oggi ci siano le condizioni per un confronto serio sulle pensioni». Naturalmente, al tavolo - ha ricordato Pezzotta - andranno affrontati e sciolti molti nodi, a partire dalla decontribuzione, per arrivare all'utilizzo del Tfr per la previdenza complementare. «Dunque la delega va cambiata - ha detto il leader della Cisl - e occorre chiudere definitivamente la partita pensioni, per non parlarne più in futuro».
Positivi, anche se con diverse accenti, le reazioni degli altri sindacati. Dichiarazioni di buon senso a cui devono seguire i fatti. E' questo il commento del numero due della Uil Adriano Musi alle parole di Maroni. «Se alle affermazioni di buon senso rilasciate dal ministro Maroni seguirà un confronto con analoga apertura mentale, ne beneficerà la concreta realizzazione del sistema previdenziale fondato, innanzitutto, sul principio di sostenibilità sociale».
«In tale contesto - prosegue Musi- i capisaldi su cui ridefinire la delega sono l'eliminazione della decontribuzione e l'utilizzazione del Tfr a favore della previdenza contributiva». Anche la Cgil, in qualche modo, ha apprezzato l'uscita del ministro del Welfare: «forse Maroni si è reso conto che la delega sulle pensioni è incostituzionale» afferma Beniamino Lapadula della Cgil, che prosegue «Se l'intenzione vra è quella di riaprire un confronto vero sulle pensioni, bene. Se invece è solo una mossa tattica lo vedremo nei prossimi giorni».

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