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L'occupazione cresce, il Sud traina ma chi perde il posto non lo ritrova

È quello che l'Isfol - nel Rapporto 2002 - definisce il «paradosso italiano».
Gli occupati infatti arrivano quasi a 22 milioni di persone e su base annuale il tasso è cresciuto dell'1,8%, mentre al Sud e al Centro la crescita è stata lievemente maggiore (1,9%), e lievemente inferiore (1,7%) è stata quella del Nord Est. Il tasso di disoccupazione italiano tende ad assottigliarsi, ed è arrivato (a luglio 2002) agli 8,7 punti percentuali: il valore più basso da dieci anni a questa parte.
Per i disoccupati però il momento non è favorevole: solo due disoccupati su 10, a distanza di un anno, hanno trovato un impiego, mentre uno su quattro è proprio uscito dal mercato del lavoro, rinunciando anche a cercare un lavoro. A distanza di dodici mesi, più della metà dei disoccupati ad aprile 2001 (esattamente il 53,1%) era ancora disoccupato, mentre il 25,9% era fuoriuscito dalle forze lavoro.
L'occupazione femminile è cresciuta più di quella maschile. Le donne lavoratrici ad aprile 2002 erano circa 8milioni e200mila, con una crescita del 2,3%, quasi raddoppiata rispetto ai loro colleghi uomini (13milioni e 558mila) (+1,6%). La tendenza è particolarmente presente nel Nord Est (dove l'occupazione femminile è aumentata dell'1,2% rispetto a quella maschile).

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