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Fiat, Fiom spaccata sull'accordo a Cassino

Sindacato diviso su Mirafiori. Solo Fim e Uilm firmano l'intesa sugli esuberi

800dipendenti. Dopo una trattativa no-stop, durata più di 15 ore, Fim, Uilm e Fismic hanno deciso, nel cuore della notte, di firmare un'intesa che, hanno spiegato, «dà certezze a tutti i lavoratori e crea le condizioni per dare prospettive allo stabilimento torinese».
«È la sepoltura di Mirafiori», replica il segretario della Fiom Piemonte, Laura Spezia. Per Gianni Rinaldini, numero uno della Fiom nazionale, «l'accordo prevede di fatto un dimezzamento di Mirafiori con un netto peggioramento delle condizioni dei lavoratori che restano». «Mirafiori muore», affermano i segretari della Cgil Piemonte, Vincenzo Scudiere, e della Camera del Lavoro di Torino, Vanna Lorenzoni.
Fim, Uilm e Fismic rinviano al mittente ogni accusa: «Grave - sostengono - la decisione della Fiom di non firmare. Non avevamo nessuna volontà predeterminata di fare un accordo separato, ma non possiamo stare alla finestra, il nostro mestiere è contrattare». Il segretario della Fismic, Roberto Di Maulo, sostiene che la Fiom «ha smesso di difendere i diritti dei lavoratori».
L'intesa con la Fiat prevede che 1.800 lavoratori, dopo il periodo di cassa integrazione straordinaria, non rientrino più in fabbrica: per loro scatterà la mobilità verso la pensione che sarà ordinaria per 500 e «lunga» per 1.300. La cassa a zero ore interesserà da giugno altri 1.717 lavoratori (1.630 operai e 87 impiegati) che si aggiungeranno agli attuali 750.
Nell'accordo si ribadisce che a Mirafiori, oltre ai modelli Punto, Multipla, Lybra, Thesis e Alfa 166, verrà avviata nel periodo 2003-2004 la produzione dei monovolume Fiat e Lancia e, nel 2005, dei modelli del segmento «D» dei due marchi.
È scontro anche a Cassino ma qui la spaccatura è all'interno della Fiom. 150 lavoratori in cassa integrazione guidati dal loro coordinatore Guerino Ventre della Fiom hanno approvato l'accordo siglato il 28 febbraio scorso dagli altri sindacati per il rientro dei 1204 cassintegrati nello stabilimento Fiat. Guerino Ventre, componente della Rsu della Fiom, e uno degli organizzatori degli scioperi dei mesi scorsi a favore del mantenimento dei livelli occupazionali, ha spiegato che se «i lavoratori sono favorevoli all'accordo anche la Fiom deve firmarlo.

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