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BRUXELLES — Il tasso annuo di inflazione nella zona dell'euro è salito al 2,4% in febbraio, contro il 2,2% di gennaio.

In Italia l'inflazione annua si colloca al 2,6% di febbraio contro il 2,9% di gennaio. La stima flash pubblicata alla fine di febbraio indicava un'inflazione al 2,3%. Un anno fa, l'inflazione annua in Eurolandia era al 2,5%.
Nella Ue-15, l'inflazione è salita dal 2,1% di gennaio al 2,3% di febbraio. Un anno fa era al 2,3%. L'incremento è dovuto alla forte crescita registrata dai prezzi energetici: +7,6% rispetto al febbraio dello scorso anno e +1,8% rispetto a gennaio. Senza la componente energetica, l'aumento dei prezzi sarebbe contenuto all'1,9% su base annua. Sull'onda dell'incremento del prezzo del petrolio e dei carburanti, anche i prezzi dei trasporti hanno registrato un balzo in avanti (+0,8% su base mensile). In crescita anche i servizi legati al divertimento (+0,9%), mentre gli articoli di abbigliamento hanno registrato un calo dello 0,6%.
Pessimo avvio di 2003 per la bilancia dei pagamenti italiana: secondo i dati dell'Uic, il saldo corrente è stato negativo per 4.158 milioni di euro, con un netto peggioramento rispetto al deficit di 2.507 milioni fatto segnare nello stesso mese del 2001.
Per l'Italia a gennaio 2003, rispetto allo stesso mese del 2002, le esportazioni verso i paesi Ue sono aumentate del 2% e le importazioni del 3,1%. Lo riferisce l'Istat. Il saldo commerciale è risultato negativo per 420 milioni di euro a fronte di un saldo negativo di 308 milioni di euro registrato nello stesso mese del 2002. Rispetto a dicembre 2002 i dati destagionalizzati registrano un aumento dello 0,9% delle esportazioni e del 2,6% delle importazioni.
Le esportazioni italiane nel gennaio 2003 hanno registrato un aumento tendenziale per i beni intermedi ed una marcata diminuzione per i beni di investimento.
I beni di consumo invece hanno registrato un calo abbastanza contenuto. A livello di singola attività economica, l'export ha registrato le migliori performance nei comparti dei prodotti petroliferi raffinati e dei metalli e prodotti in metallo. Sul fronte delle importazioni invece gli aumenti maggiori hanno riguardato i minerali energetici e l'energia elettrica, acqua e gas.
Il vice ministro per le Attività Produttive con delega al Commercio con l'Estero, Adolfo Urso ha sottolineato che «i mercati tradizionali dell'Unione Europea tendono, dopo mesi di difficoltà, ad alzare la testa. Per l'Italia è sicuramente un dato positivo che le nostre esportazioni siano aumentate del 2 %, mentre le importazioni sono cresciute del 3,1%».

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