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Generali, Unicredito apre al dialogo

Profumo disponibile a ridurre la quota in Mediobanca e all'ingresso di nuovi soci


Una presa di posizione, quella dell'amministratore delegato Alessandro Profumo, che cade proprio alla vigilia di un delicato cda delle Generali, chiamato ad approvare i conti del 2002 (i primi in perdita della sua storia), a convocare ufficialmente l'assemblea del 26 aprile, e a prendere atto della novità nell' azionariato, costituita in particolare dal patto di consultazione di Unicredit, Capitalia e Mps, che raccoglie l'8,46% del capitale.
Sul tavolo del consiglio di oggi non dovrebbe peraltro essere in arrivo, salvo sorprese dell'ultima ora, una lettera delle banche con la richiesta di rinnovare il cda.
Ieri, intanto, l'Isvap, l'autorità che vigila sul settore assicurativo, ha inviato richieste di informazioni ai principali soci delle Generali: Unicredit, Capitalia, Mps, Mediobanca e Merrill Lynch, con un occhio alla soglia rilevante del 10%.
«Non abbiamo mire egemoniche nè in Mediobanca nè tanto meno in Generali. Non vogliamo cambi al vertice. In Mediobanca - ha affermato Profumo - siamo favorevoli a una ridiscussione del patto di sindacato che consenta l'ingresso di altri partner finanziari, e una significativa riduzione delle quote oggi in mano a noi e Capitalia». Il conflitto d'interessi in Piazzetta Cuccia, poi, esiste, ed è un problema reale. «Credo - ha proseguito nel corso della presentazione dei risultati 2002 agli analisti - sia opportuno parlare del tema del conflitto di interessi in Mediobanca con grande cautela». Si tratta di una questione che riguarda ancor più che le banche, «gli investitori che, oltre ad avere Mediobanca nel proprio capitale o tra i propri finanziatori, sono a loro volta presenti nel Cda e nel capitale di Mediobanca». La riduzione progressiva delle quote delle banche favorirebbe l'ingresso di altre istituzioni finanziarie, «per consentire di dare più distanza tra soci e istituto».
Mano tesa poi verso gli attuali vertici del Leone. Il vertice delle Generali, dopo la presentazione di un «ambizioso» piano triennale, dovrebbe contare - secondo Profumo - su una maggiore stabilità per la sua attuazione, poichè non può essere considerato un fattore positivo il cambio di tre presidenti in altrettanti anni. E, in questo caso, il nodo principale da sciogliere si conferma il legame tra le Generali e l'azionista di riferimento Mediobanca. «Credo - ha osservato Profumo - che la catena Mediobanca-Generali abbia, lasciatemelo dire in modo gentile, ampi spazi di miglioramento delle proprie capacità di generare valore».

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