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LA MATERIA dei condoni 2003 è simile ad un cantiere sempre aperto.


L'ipotesi è quella dell'emanazione di un decreto legge e di altre due circolari per sciogliere i dubbi più complessi. Le questioni ancora aperte sono rilevanti e sicuramente non basterà una sola circolare per spazzare via tutti i dubbi e le incertezze. La scadenza del 16 aprile probabilmente sarà prorogata.
Un ipotetico decreto legge con nuove e indispensabili correzioni, infatti, offre la possibilità per un nuovo slittamento dei termini a ridosso della scadenza già fissata per il 16 aprile.
Dopo le oltre 300 pagine delle circolari prodotte finora dall'Agenzia riguardanti le sanatorie 2003, continuerà quindi ad essere elaborata nuova documentazione in materia. La scorsa settimana, per esempio, l'Agenzia ha diffuso la nota n. 10 contenente il facsimile di istanza di definizione agevolata delle violazioni in materia di agevolazioni tributarie su atti, scritture, denunce e dichiarazioni in relazione alle imposte indirette. La Gazzetta Ufficiale n. 60, del 13 marzo u.s. presenta il modello di dichiarazione riservata per lo scudo fiscale. Sempre della scora settimana è la risoluzione n. 62/E che ha istituito il codice tributo per il versamento delle imposte ai fini della definizione automatica dei redditi d'impresa e di lavoro autonomo per gli anni pregressi. É curioso, in questo caso, che l'Agenzia delle Entrate abbia diffuso il riferimento dei versamenti per una definizione le cui regole sono state ufficiosamente rese note soltanto dalla stampa, senza attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del ministero dell'Economia, come stabilisce lo stesso articolo 7 della Finanziaria.
La pubblicazione è attesa in questa settimana, probabilmente per oggi. Dalla scorsa settimana intanto il decreto, le metodologie ed il modello sono apparsi sui siti delle Finanze e dell'Agenzia delle Entrate ed è stata inserita su Internet una Guida al condono messa a punto dall'agenzia delle Dogane.
È comunque tutto pronto per il versamento delle imposte relative alla definizione automatica dei redditi d'impresa e di lavoro autonomo per gli anni pregressi. Per consentire ai contribuenti il versamento delle somme dovute, che avverrà con le modalità stabilite dal decreto legislativo 241/77 - esclusa la compensazione prevista dall'articolo 17 dello stesso decreto - l'agenzia delle Entrate ha infatti istituito, con la risoluzione 62/E del 13 marzo scorso, il codice tributo 8060. Il nuovo "numero" per i versamenti è denominato "Definizione automatica dei redditi d'impresa e lavoro autonomo e dei redditi prodotti in forma associata ai sensi dell'articolo 7 della legge 27 dicembre 2002, n. 289". Nella compilazione del modello F24 - spiega l'agenzia delle Entrate - "il codice dovrà essere esposto nella sezione Erario con l'indicazione, quale periodo di riferimento, dell'anno del versamento".

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