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Telecom-Olivetti la fusione all'esame degli analisti finanziari


Quella di ieri, per i vertici del gruppo della Bicocca, è stata una giornata interminabile, iniziata di buon mattino con il consiglio di amministrazione di Seat Pagine Gialle (di cui con ogni probabilità oggi verranno comunicati i dettagli della vendita, che comunque non dovrebbe comprendere l'emittente televisiva La7) e proseguita poi con una girandola di incontri e consigli di amministrazione: Telecom, Olivetti, Pirelli, Pirellina, Camfin. I board sono stati preceduti da riunioni preparatorie e vertici del patto.
Che la giornata sarebbe stata molto lunga, tanto da sconfinare abbondantemente nella nottata, lo ha confermato intorno alle 5 del pomeriggio Gilberto Benetton, uscendo dalla sede Pirelli di Via Negri: «E' stato il primo incontro di una lunga serie. Penso che si concluderà tutto molto tardi" ha spiegato ai cronisti che attendevano novità». In Via Negri, intanto, c'era un via vai di Avvocati, consulenti di banche d'affari, e non solo: sono passati Massimo Moratti, Giuseppe Lucchini, Maurizio Romiti. Presenze che hanno fatto pensare che si fosse svolto un vertice del patto di Pirellina, a cui partecipano sia Hdp (di cui Romiti jr è ad), con il 5,92%, sia la Sinpar di Lucchini, con lo 0,99%.
Ieri tutti i titoli del gruppo sono stati sospesi dalle contrattazioni in attesa delle decisioni.
Telecom, secondo indiscrezioni, avrebbe proposto ul rapporto di concambio di 7 azioni Olivetti ogni titolo Telecom.
Le operazioni che saranno annunciate stamane alle 8 alla Borsa e alle 9,30 agli analisti finanziari, dovrebbero dar vita ad una ricapitalizzazione da circa 300 milioni di euro da parte di Camfin per sottoscrivere un aumento di capitale di 1 miliardo di euro di Pirelli & C. Questa ricapitalizzazione porterà ad un riequilibrio tra le due società, Pirelli & C. e Pirelli spa, che dovrebbero fondersi. Nessun aumento di capitale sembra previsto invece per Olimpia.
Al termine di queste operazioni ci sarà la fusione tra Olivetti e Telecom che prevede, per gli azionisti Olivetti un diritto di recesso che corrisponderà al valore della media degli ultimi sei mesi, vale a dire circa 1,1 euro per azione. Per poter garantire questo diritto di recesso, Olivetti e Telecom avrebbero ottenuto un prestito di 10 miliardi di euro da un pool di banche alla cui testa ci sarebbe Bnp Paribas. Si è parlato addirittura di un bond da 15 miliardi, che per 9-10 servirebbe a finanziare la fusione Olivetti-Telecom e per il resto a diluire nel tempo il debito.

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