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Braccio di ferro Maranghi-Profumo

Anche ieri sul listino milanese si sono registrati consistenti movimenti azionionari che hanno riguardato il Leone e l'istituto di credito milanese. Passaggi di mano dell'1,6% dell'azionariato di Generali e dell'1,7% di quello di Unicredit. Il primo titolo è salito dello 0,3% (a 19,4 euro, dopo aver toccato anche un +5% durante la seduta) mentre l'altro è sceso dello 0,6%. Per capirne qualcosa di più su questa vicenda si dovrà attendere l'annuncio di Capitalia, alleato di Unicredit, sul numero di azioni della compagnia triestina rastrellate in questi giorni. Si vocifera che l'istituto possa contare su una quota tra l'1,5% e l'1,9%. Una scelta che però non è piaciuta al mercato, che ieri ha penalizzato il titolo della banca presieduta da Cesare Geronzi facendolo calare del 2%.
Sul fronte Mediobanca, ieri il finanziere francese Vincent Bollore, maggiore alleato di Maranghi, ha depositato in Bankitalia la richiesta di incrementare la propria quota nella banca d'affari. Ora possiede il 5%. Appuntamento importante sarà il cda di Mediobanca di venerdì prossimo. Il presidente del patto Marchetti potrebbe convocare una riunione dei suoi componenti. Una riunione auspicata dal fronte che si riconosce in Profumo e che ha come obiettivo principale quello di cambiare gli equilibri della banca d'affari milanese, aumentando l'influenza degli istituti italiani, e disarcionare dalla sua poltrona di amministratore delegato Vincenzo Maranghi.

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