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il testacoda politico e culturale

Parigi val bene una mossa

Parigi val bene una mossa

Emmanuel Macron, al netto delle porcate guerrafondaie cui si destina nel solco di Trump, mette a segno nella coscienza dei francesi un testacoda tutto politico e culturale. E non è una vicenda che si spegne quella iniziata lunedì alla Conferenza episcopale di Francia.

Con un solenne discorso, l’ex allievo gesuita nel ruolo di rappresentante della Repubblica ha sperimentato i suoi Patti Lateranensi nella prospettiva di «riparare la frattura tra Chiesa e Stato».

E non sono dettagli quelli che si mettono in gioco in Francia. È pur sempre la Patria del Re dei Moschettieri in guerra contro il perfido Cardinale, odiatore del popolo e negatore dello stesso Iddio. Non sono neppure sfumature perché Parigi val bene sempre una messa e il sacrificio del colonnello Arnaud Beltrame, ucciso nell’attacco di Trébes, sveglia nel sangue il transito terrestre di Giovanna d’Arco, non certo quello della Marianna giacobina.

Quello che gli è scappato di dire al Collège des Bernardins, a Macron – al netto del suo mondialismo – apre il varco, malgrado la sua evidentemente malafede, alla verità sfacciata da tutti negata: il fallimento postumo dalla Rivoluzione Francese.

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