sabato 30 luglio 2016

.
Sfogliatore
ACQUISTA EDIZIONE
LEGGI L’EDIZIONE
15/02/2016 06:06

TELEVISIONE

Rischiatutto 2.0 Torna con Fazio

Rivive lo storico quiz di Mike Bongiorno. Nella tv dei reality si guarda al passato. Da stasera su Rai 3 una striscia quotidiana con gli aspiranti concorrenti 

NW_B_C_WEB

Un salto indietro di quarantacinque anni quando la televisione era in bianco e nero ed esistevano solo due canali Rai. Il 5 febbraio del 1970 sul secondo canale subito dopo il telegioranale esordì il primo quiz televisivo. Si chiamava «Rischiatutto». A condurlo un personaggio dall’accento italo americano che nel giro di poche puntate acquisterà una grande notorietà nel nostro Paese irrompendo con le sue domande nelle nostre case. Era il grande Mike Bongiorno. Negli anni a venire, infatti, fu definito il re dl quiz. Nella tv di oggi, quella dei reality proposti in tutte le salse e senza più confini si pensa al passato. Si pensa a quelle formule più semplici e genuine tanto da proporre un programma tv mettendo in luce la preparazione dei concorrenti che rispondono a domande su una materia da loro stessi proposta.

Ed ecco dunque che da stasera quel «Rischiatutto» che ha segnato un’epoca, vivrà una nuova fase con Fabio Fazio. Oggi su Rai3, dalle 20.30 alle 20.40, partirà la striscia settimanale dal titolo «Quasi quasi Rischiatutto-Prova pulsante» prodotta da Rai3 e realizzata dalla Direzione produzione Tv Centro di produzione di Torino che mostrerà i provini realizzati in questi mesi. L’incontro con gli aspiranti nuovi campioni accompagnerà i telespettatori fino al secondo appuntamento, due serate in onda su Rai1 il 21 e 22 aprile, in attesa del terzo e ultimo appuntamento con il quiz vero e proprio, che arriverà in autunno prima serata su Rai3, per dieci puntate. La promozione del progetto coinvolgerà tutte le reti grazie soprattutto ad un’integrazione con i social network e a meccanismi di gioco interattivo.

Il gioco televisivo per antonomasia di Mike Bongiorno, simbolo di un’era e icona culturale, si prepara a fare il suo rientro grazie ad un innovativo progetto sinergico tra reti Rai, pensato per raccontare questo simbolo della cultura e del costume a chi non c’era e ricordarlo a chi l’ha visto e amato: «Non penso neanche lontanamente di fare una competizione con Mike, è irraggiungibile - dichiara Fabio Fazio - oggi è giusto dire giochiamo al Rischiatutto, come fosse un gioco di società». E la prima pedina del gioco sono i protagonisti armati delle loro conoscenze, perché si vince solo se si è preparati. Più di 1.600 aspiranti concorrenti hanno spedito il loro video per candidarsi al «Rischiatutto».

Dopo una lunga selezione sono stati scelti 200 candidati che hanno svolto i provini nelle due sedi storiche della Rai di Roma e Milano, davanti a una commissione composta da Fabio Fazio, Ludovico Peregrini alias «il Signor No» e gli autori del programma, coadiuvati da un pool di 22 esperti, fra accademici e volti noti. Diverse le materie scelte, così come l’identikit degli aspiranti concorrenti, sia per età, sia per professione. Tra i 200 candidati verranno scelte circa 50 persone che costituiranno il bacino di potenziali concorrenti che potrebbero giocare al quiz nel prossimo autunno. Il programma, firmato da Fabio Fazio, Pietro Galeotti, Arnaldo Greco, Claudia Carusi, Ludovico Peregrini, Veronica Oliva, con la regia di Duccio Forzano dimostra come «Rischiatutto» sappia dipingere anche oggi l’affresco di un Paese e delle sue passioni. I candidati sono professionisti di settori diversi: l’agricoltore, l’aiuto regista, la cake designer, l’amministratore di condominio, l’insegnante, la guardia giurata, la guida turistica, il giardiniere, l’anestesista, la baby-sitter, il deejay e perfino il custode di un castello, e come da tradizione non mancano studenti e casalinghe.

Nell’era Mike Bongiorno sulla scelta dei concorrenti, l’ultima parola spettava proprio a lui, convinto che per frase presa sul pubblico non dovevano essere solo bravi, ma anche dei «personaggi». Per il presentatore, inoltre, era importante costruire un rapporto umano e sincero con i concorrenti. Il campione più importante della prima edizione fu Giuliana Longari, che si presentava sulla Storia romana fino all’avvento della Repubblica e che rimase in gara dal 7 maggio al 16 luglio del 1970. La puntata in cui venne eliminata fu vista da 25 milioni di telespettatori, gli stessi ascolti della partita Italia-Germania 4-3. Andrea Fabbricatore, farmacista, fu, invece, campione a cavallo di due edizioni: lo divenne durante la seconda(il 1 aprile 1971) e perse il titolo nella terza (il 14 ottobre 1971). Il campione della terza edizione che passò alla storia fu sicuramente Massimo Inardi, medico di Bologna. Detenne il titolo di campione per 9 puntate, vincendo complessivamente la cifra record, per quei tempi, di 48.300.000 lire, somma che Mike definì «la più alta mai vinta in tutta la storia dei quiz d’Europa».

Tra i tormentoni rimasti nella storia della tv Ludovico Peregrini, autore del programma insieme a Paolo Limiti, venne soprannominato «Signor No» a causa dei suoi continui rifiuti alle richieste di deroga dal regolamento. «Fiato alle trombe, Turchetti!», invece, è la frase passata alla storia utilizzata da Bongiorno per presentare il regista della trasmissione, Piero Turchetti. Ma il tormentone dei tormentoni legato al programma, «Ahi ahi ahi, signora Longari, lei mi è caduta sull’uccello», in realtà è solo una leggenda metropolitana: la frase, infatti, non è mai stata pronunciata. Nonostante le ripetute smentite del conduttore e di Giuliana Longari in tanti continuano a parlarne come se fosse un fatto realmente accaduto.

Francesco Puglisi






consenso al trattamento dei dati
I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione






Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta
Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Copyright 2001 Quotidiano IL Tempo srl tutti i diritti riservati - Gerenza - Pubblicità