lo scandalo sessuale

Molestie, Uma Thurman rompe silenzio su Weinstein: "Aggredì anche me"

Uma Thurman rompe il silenzio su Harvey Weinstein. In una lunga intervista rilasciata al New York Times rivela che anche lei fu aggredita dal produttore di Hollywood. E non solo: dice che la conseguente animosità fra lei e Weinstein infettò il rapporto con Quentin Tarantino. L'aggressione avvenne dopo l'uscita di 'Pulp Fiction' del 1994 e poco prima delle riprese di 'Kill Bill: Vol. 1', poi uscito nel 2003, che Tarantino diresse e che fu prodotto da Miramax, allora guidata da Weinstein.

Dopo un appuntamento di lavoro avuto a Parigi in una camera d'albergo, il produttore ora travolto dallo scandalo molestie invitò l'attrice in una suite del Savoy hotel di Londra. Thurman racconta che nella capitale francese, quando discutevano di una sceneggiatura, a un certo punto Weinstein era venuto fuori in accappatoio: "Non mi sono sentita minacciata", dice l'attrice, che riferisce di aver pensato a lui come a uno "zio eccentrico"; l'aveva poi invitata a seguirlo fino a una sauna, dove però la star di Kill bill era completamente vestita e gli disse che la situazione era "ridicola", prima che lui andasse via. Fu nel successivo incontro nell'albergo di Londra che avvenne il primo "attacco": "Mi ha sbattuta giù. Ha provato a lanciarsi su di me e a mettersi nudo. Ha fatto ogni tipo di cose sgradevoli. Ma in realtà non mi violentò. Era come se fossi un animale che provava a sfuggire via, come una lucertola", ricorda Uma Thurman.

Racconta poi che il giorno dopo, nella casa in cui alloggiava a Fulham con l'amica Ilona Herman, che successivamente lavorò con lei in 'Kill Bill', le fu recapitato quello che definisce "un volgare mazzo di rose" gialle. "Aprii il biglietto come se fosse un pannolino sporco e diceva solo 'Hai dei grandi istinti'". Poi arrivarono le insistenti chiamate delle assistenti di Weinstein per un nuovo incontro. L'attrice chiese di fare l'incontro di lavoro nel bar del Savoy e portò con sé l'amica, ma in qualche modo dice che le assistenti riuscirono a convincerla a salire su. Herman racconta al Nyt che, quando l'ascensore tornò giù, Thurman era "scompigliata" e "totalmente fuori controllo"; poi le riferì che Weinstein l'aveva minacciata di far deragliare la sua carriera. Il quotidiano newyorkese riporta il commento affidato da Weinstein a un portavoce: "Il signor Weinstein riconosce di avere fatto delle avance alla signora Thurman dopo avere mal interpretato il suo comportamento a Parigi. Si è immediatamente scusato", recita la nota.

Infine il capitolo Tarantino: per l'attrice, la conseguente animosità nei rapporti fra lei e Weinstein ebbe un riflesso nel rapporto con il regista. E Uma Thurman accusa Tarantino di avere messo a rischio la sua vita sul set di Kill Bill in Messico, pressandola a suo dire contro le sue obiezioni a guidare un'auto che non era in buone condizioni e che andò poi a sbattere contro una palma, incidente in cui l'attrice rimase ferita. Thurman riferisce di essere riuscita solo da poco il video di quell'incidente, che il New York Times pubblica.

"Il sentimento complesso che ho su Weinstein deriva da quanto male mi sento per tutte le donne che sono state attaccate dopo di me", afferma Thurman. "Io sono una delle ragioni per cui una giovane donna ha potuto entrare nella sua stanza sola, come io ho fatto". A ottobre a Broadway l'attrice aveva detto che avrebbe commentato lo scandalo Weinstein quando si sarebbe sentita meno arrabbiata. Poi il Giorno del ringraziamento, il 23 novembre, aveva scritto su Instagram degli auguri aggiungendo: "Tranne che a te Harvey, e a tutti i tuoi perfidi cospiratori - sono contenta che tutto stia procedendo lentamente - non ti meriti un proiettile. Stay tuned!".

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