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IL CONCERTO A PARIGI

La notte speciale di Francesco De Gregori al Bataclan

Il cantautore romano nel teatro della strage del 13 novembre 2015

La notte speciale di Francesco De Gregori al Bataclan

Partito dal Vox Club di Nonantola - Modena - il tour nei club di Europa e Stati Uniti di Francesco De Gregori farà tappa domani al Bataclan di Parigi, luogo simbolo degli attentati del 13 novembre 2015 dove morirono 93 persone. L’artista proporrà live i suoi più grandi successi e alcuni tra i brani meno conosciuti del suo repertorio. 

"Vedo un sacco di concerti trattati come eventi muscolari, spesso c'è di mezzo la parola 'mega' (grandi numeri, grandi palchi, grandi schermi etc..) – dichiara De Gregori – A me piacciono anche i posti piccoli, ho sempre amato i club, li ho già fatti e continuerò a farli. Quel suono un po' ferroso fatto solo per chi sta lì in carne e ossa, magari con una birra in mano e ogni tanto esce a fumarsi una sigaretta quando faccio un pezzo che non gli piace. E non si aspetta di rivedere tutto questo in televisione un anno o un giorno dopo".

De Gregori in questo tour nei club è accompagnato da una formazione inedita: Guido Guglielminetti (basso e contrabbasso), Carlo Gaudiello (piano e tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre) e Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino).

 "In questo giro di club che stiamo per fare non avremo un batterista, ci sarò io che batto il piede sul palco e basta. E poi ci saranno un paio di chitarre, un basso e una tastiera – afferma De Gregori – La maggior parte dei batteristi che conosco ormai cercano di somigliare a una batteria elettronica e questa cosa non mi piace. Non credo ai musicisti che dicono 'Sto cercando un nuovo suono'. È il suono che di solito viene a trovare te. E credo che con questa band succederà".

All’estero il cantautore romano porta il suo tour nelle città di Monaco, Zurigo, Bruxelles, Parigi, Lussemburgo, Londra, Lugano, Boston e New York. "Mi incuriosisce la Ton Hall, il teatro dove andremo a New York a novembre. È un locale storico di Broadway, dove pare abbia suonato Dylan la prima volta che uscì dalla cerchia protetta dei piccoli club del Village – racconta De Gregori – Di Dylan metterò in scaletta anche un pezzo preso del mio ultimo disco di traduzioni. Può sembrare una stranezza andarlo a cantare in italiano davanti a un pubblico internazionale. Ma una sera a Parigi ho sentito Dylan cantare in inglese 'Les feuilles mortes' e da allora ho capito che si può fare tutto. Non credo che ci sia una gran differenza fra il nostro pubblico e quello che troverò a Monaco o a Londra o a Parigi. Anche lì è pieno di italiani, e poi il mondo si è rimpicciolito, i linguaggi si sono integrati".

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