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CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA

Alle radici della settima arte: giovani talenti sulle orme di Antonioni e Germi

Alle radici della settima arte: giovani talenti sulle orme di Antonioni e Germi

Un vivaio dove i futuri attori, registi, sceneggiatori potranno far sorgere le loro passioni,i talenti e le vive aspettative. Il Centro Sperimentale di Cinematografia antistante Cinecittà Studios, che domani presenterà ufficialmente i programmi 2017-2018 (alla Casa del Cinema di Villa Borghese con il ministro della Cultura Franceschini e Laudadio del Csc), ha aperto le porte giovedì 15 giugno nella sede di Roma, ai neofiti cineasti. Folta la partecipazione di giovani provenienti da tutta Italia per la presentazione dei corsi triennali 2018-2020, nove corsi diluiti in 36 settimane di studio nelle divisioni di costume, fotografia, montaggio, produzione, recitazione, regia, sceneggiatura, scenografia, suono.

La scuola nata nel 1935 - costruita dall'architetto Valente con un progetto fortemente voluto da Mussolini e Ciano - vide l'alba unita agli studi cinematografici. Dal 1938 iniziarono a prendere vita progetti e prime rappresentazioni importanti,come le pellicole ''L'Ultima nemica'',''La peccatrice'',''Via delle cinque lune''. Purtroppo a seguito dell'occupazione nazista il centro fu saccheggiato e molte opere preziose della cineteca furono perdute per sempre.

Un crogiolo di storia che parla da sé, tra i passati discepoli basti citare, Antonioni, il sommo Germi, Foà e ancora Steno e Alida Valli, prima allievi e poi futuri maestri. Tale infatti è rimasto il comun denominatore che ancora oggi farcisce la struttura, l'esempio dei grandi a buon pro per i giovani, che potranno custodirlo come prezioso. La preside Caterina D'Amico, rivolgendosi ai ragazzi ha detto come "Sia necessario conoscere l'alfabeto del cinema", non potendo accettare la "mancata conoscenza dei film storici". Fondamentale per un giovane è quindi "leggere molti libri e guardare film del passato", in quanto andrà ad "arricchire il proprio vocabolario''e ne trarrà resiliente ispirazione aiutandolo "a comunicare meglio". In nuce un giovane regista non può non conoscere opere come "Ladri di biciclette" o "Il ferroviere". 

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