Balestra e il suo inno al blu Ultimo baluardo dell’alta moda

Lo stilista: «Io, capitano di una nave da portare in salvo»

È rimasto da solo. Ultimo baluardo dell’alta moda che fu e non trova più posto nel calendardio di AltaRoma. Renato Balestra, nel primo giorno di sfilate capitoline, non cela il suo imbarazzo per questo ruolo che, suo malgrado, si è trovato a rivestire. «Mi sento come il capitano sulla nave da portare in salvo - racconta il couturier - da una parte è esaltante, dall’altra spiacevole. Perché la concorrenza ti dà lo sprint. Io ho ancora una buona dose di ottimismo e tantissime idee che contrastano però con l’atmosfera di rilassamento generale di Roma. Milano fa blocco sull’evento moda, qui invece latitano tutti, i politici non si vedono, i romani sono disperati». Unico sopravvissuto dell’haute couture, Balestra ieri sera ha portato in passerella all’ex Dogana di San Lorenzo, le sue creazioni declinate in tutte le nuance del blu. «Blu amore mio», per l’appunto, il titolo della collezione. Dal ghiaccio al blu Balestra sino al blu notte. Abiti spogliati da troppi fronzoli, giocati sui tagli sapienti e sui ricami preziosi di pitone e cristalli Swarovski. Persino il piumino è elegante, con tante pietre cucite sopra. Trasparenze nei punti giusti a mostrare e nascondere le curve. Per finire con una sposa regale di organza ricamata con fiori perlacei. Come in una fiaba. E sempre nelle favole ha spaziato nel pomeriggio, nella stessa location, Rani Zakhem . Reinventando la seduzione, arricchendola di opulenta maestosità, fa rivivere le principesse scomparse nelle terre della Russia e dell'Impero Indiano, tra le corti dei Romanov ed il palazzo del Maharané di Baroda. Ogni abito rappresenta un gioiello o una pietra preziosa, con bagliori accennati, colori accesi e forme sinuose, rubate alle parure più preziose.

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.