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08/01/2016 06:06

L'INDAGINE ISTAT

Povera Italia senza cultura

Gran parte dei cittadini non legge e snobba le mostre. Sgarbi: «Servono i musei gratis». Petrocchi: «I giovani ci salveranno»

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Una tempesta a ciel sereno. L'ha scatenata l'Istat con l'indagine attorno agli italiani e la cultura. I dati dell'annuario statistico 2015 alla immediata lettura sconfortano: nel Bel Paese il 18,5% della popolazione - un italiano su cinque - non legge libri o giornali, non visita mostre o musei, non frequenta spettacoli. E invece la percezione era un'altra: abbiamo visto affollate fiere librarie, come a Roma "Più libri più liberi", la rassegna dell'editoria indipendente. Boom di visitatori, tra Natale e Capodanno, a Pompei. E, sempre nella Capitale, rilancio del Teatro dell'Opera e rendimento crescente dell'Orchestra di Santa Cecilia. Infine, l'effervescenza culturale legata all'Expò, con Milano gettonata.

E allora, come spiegare cifre che dovrebbero allarmare il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, il quale invece non perde occasione per certificare "la volta buona" dello Stivale nel suo Dna? Intanto, leggiamoli per intero i segni meno dell'Istat. Il 18,5% dei disinteressati citati sopra aumentano al 28,2% al Sud, e calano al 12,1% nel Nord Est. Più analiticamente, oltre il 51,9% nel 2015 non ha mai sfogliato un quotidiano durante l'intera settimana mentre quasi 6 italiani su 10 non hanno letto nemmeno un libro. Mostre e musei risultano disertati dal 68,3%, i concerti di musica classica dall'88,3% , quelli di moderna e contemporanea dal 78,8. E quasi l'80% non va a teatro. Meno preoccupante la situazione del cinema: il 48,9% non ha visto un film nel 2015, e tra gli over 75 anni la percentuale tocca il 90%. Quanto a musei e mostre, non ci va il 68,3% (78,5% dei residenti nel Sud). Una disaffezione, spiega l'Istat, che si diffonde a partire dai 20 anni e raggiunge il picco tra gli ultra 75enni (88,3%). I siti archeologici sono ignorati dal 74,7% (81,4 al Sud). Apatici gli over 60: il 20% non vive la cultura: maggiormente le donne (21%) rispetto agli uomini (15,8%).

La lettura, poi. È più trascurata a Sud (62,7%). I libri sono "snobbati"' dalla metà delle donne e dal 63,4% degli uomini. Tra i residenti nelle regioni del Nord Est la percentuale di non lettori di libri è la più bassa (50%) mentre al Sud oltrepassa il 69%. Tra chi si dedica alla lettura, il 45,5% legge al massimo 3 libri l'anno, in particolare i giovani, mentre solo il 13,7% legge più di un libro al mese.

C'è però l'altra faccia della medaglia. Il 60% usa il pc e internet, il 42,3% "naviga" ogni giorno, con un incremento del 2,8% rispetto al 2014. E allora le interpretazioni possono essere due: la tecnologia svia dalla partecipazione culturale, isola l'individuo, che magari passa il tempo libero a fare acquisti on line. Oppure: la lettura di giornali o libri è diventata elettronica. Sottolinea questo aspetto Vittorio Sgarbi: «Non possiamo demonizzare - dice a Il Tempo - se si legge in altro modo. La decadenza fisica del supporto cartaceo non significa decadenza intellettuale, né equivale a ignoranza. Certo, occorre vedere che cosa si legge su Internet. Se si guarda il porno è una cosa, se ci si informa è un'altra. Internet, diciamo, è più sexy: si può consultare la Treccani senza stare chiusi in casa, seduti a un tavolo su cui si mette il librone. E però mentre sfogliando un volume puoi trovare anche quello che non cerchi, nella Rete individui soltanto quello che cerchi. Per quanto riguarda invece la disaffezione ai musei, dico che dovrebbero essere gratuiti,come nel Regno Unito. Perché pagare per vedere Botticelli? Ma poi, egoisticamente, meglio gustarsi una mostra in tre persone, come mi è capitato per quella su Balthus a Villa Medici, che con cento teste che fanno il selfie».

Anche Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, che organizza il Premio Strega, dà una lettura non disfattista: «I dati Istat non coincidono esattamente con quelli dell'Associazione Italiana Editori. E comunque ritengo interessante che tra i lettori di tre libri l'anno ci siano soprattutto i giovani. Sono convinto che la lettura passi ora anche attraverso tablet e usi la Rete. La Fondazione Bellonci sta cercando appunto di incrementare l'abitudine a leggere: con il Premio Strega Giovani, attribuito da 16-18enni; e, da quest'anno, con il Premio Strega Ragazze a Ragazzi che verrà assegnato ad aprile alla Fiera del Libro di Bologna: due cinquine, con opere per studenti delle elementari e delle medie, gli stessi che formeranno le giurie. Certo, serve altro: la presenza di biblioteche e librerie, specie al Sud, e qualcuno che parli ai giovani del piacere della lettura, della magia di precipitare in un personaggio e in una storia. Molti lo conserveranno anche da grandi».

Lidia Lombardi






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