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Tacchi alti Che passione

La blogger Veronica Benini insegna alle donne i trucchi del portamento. Come imparare la "camminata". Il segreto per passi sexy? Nel bacino

Chi dice donna dice tacco. Rigorosamente alto, a spillo e possibilmente senza plateau. Le scarpe occupano un posto importante nel desiderio e nella fantasia femminili: sono belle da provare, guardare, toccare. Che cosa fa una bambina per scimmiottare la mamma? S’infila in un paio delle sue scarpe. La calzatura dice tutto di una donna, ne racconta la sua storia. Dai cinque centimetri post guerra ai dodici dei giorni nostri, i tacchi hanno fedelmente accompagnato il piede nella scalata al successo. «Io non so chi li abbia inventati, ma tutte le donne gli devono molto» cinguettava Marilyn ancheggiando su dei sandali di Ferragamo alla prima de “Quando la moglie è in vacanza”. Pellicola entrata di diritto nel manuale della seduzione, grazie alla scena cult in cui l’aria che filtra dalla grata fa svolazzare la gonna. Quello scatto è riuscito a cogliere e consegnare ad imperitura memoria la quintessenza della femminilità.

La storia annovera i primi modelli di questa calzatura tra il 1507 e il 1533, ai piedi della Monna Lisa e di Caterina de’ Medici, che le avrebbe sfoggiate durante la celebrazione delle nozze con il duca d’Orléans. Nel 1954 Roger Vivier crea lo stiletto ma la consacrazione dei suoi successi avviene negli anni 60 quando Catherine Deneuve indossa un modello firmato dal designer nel film “Belle de jour". I seventies segnano un crollo di questo mito: i movimenti femministi invitano la donna a rigettare lo stereotipo sensuale che anche la scarpa con il tacco proponeva. Negli anni 90 Jimmy Choo irrompe nel mondo della calzatura grazie alla designer Sandra Choi. I famosi sandali tabatha diventano i protagonisti di numerosi film, ai piedi di Sarah Jessica Parker, Cameron Diaz, Cate Blanchett, Charlize Theron, Sharon Stone. Il vero discendente del padre dello stiletto, Vivier, è Christian Louboutin, suo allievo. Lo stilista ripropone il lusso del maestro in chiave teatrale con un tocco fetish. Il suo marchio di fabbrica diventa l’amatissima suola rossa che accompagna ogni modello e che lo stesso Louboutin definisce come «un fazzoletto che una donna elegante lascia cadere se ha visto un uomo che la attrae». Lo stiletto è un’arma che necessita di conoscenza, altrimenti il rischio flop è altissimo.

Nessun dramma. Come si studiano i segreti della cucina, così si può imparare a camminare sui tacchi. Un corso che fa bene al portamento e all’autostima. Nasce con questo spirito Stiletto Accademy. L'evento, andato letteralmente in overbooking, si è svolto presso l’Hotel Universo a Roma. In cattedra Veronica Benini che insegna a donne di ogni età camminata e portamento sui tacchi. «Il mio lavoro consiste nel riequilibrare il corpo e adattarlo alla nuova postura, modificare i movimenti del bacino, ginocchia e caviglie per ottenere un’andatura fluida e stabile - dice la blogger -. Si impara a calibrare l’ancheggiamento a piacimento».

Dove sta il segreto della camminata? Nel bacino. Non a caso chi cammina bene sui dodici centimetri sono ballerine, sportive, tangueras e salseras. Più avvantaggiate le donne dal punto vita molto marcato rispetto a quelle dalle curve meno accentuate. Quali sono i campanelli d'allarme che devono portare una donna a rivedere la camminata? Innanzitutto l’affondo delle ginocchia che si traduce nell'odiato passo ad elefante. Sui trampoli bisogna cambiare l’intera coreografia. Un altro segnale di errata andatura viene dato dalla camminata “a piccione”. I tacchi portano il peso in avanti e la testa tende a seguire l'andamento. I muscoli del collo, per restare in equilibrio, s'irrigidiscono, creando quel movimento a piccione detestabile e così diffuso. Una sorta di ammazza libido. Le partecipanti al workshop hanno provato l’ebbrezza della sfilata perfetta, tornando a casa con tanti trucchi e segreti per stare sui tacchi tutto il giorno e non sembrare ridicole.

La lezione si è suddivisa in due parti: teoria e pratica. La prima ha illustrato come il corpo reagisce alla postura su tacco, la seconda ha provveduto a correggere ogni errore. «Abbiamo concluso con una sfilata e con regali per le più eleganti - dice Benini -. Bastano pochi minuti perché una donna capisca come riequilibrare l’allineamento verticale e le mosse del bacino per imparare e tornare a casa felice, nuova e più sicura di sé e della sua femminilità». Donne non fatevi scoraggiare, in ognuna di voi si nasconde una potenziale Charlize Theron, basta solo saper trovare l’andamento giusto.

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