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La delicatezza e la grinta di Romanovsky

La luce abbagliante veniva da un talento adamantino come quello del trentenne pianista ucraino

La delicatezza e la grinta di Romanovsky

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Sulla carta non era proprio una serata entusiasmante, almeno stando al monocorde programma musicale imbandito in cartellone dalla stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia. Il cupo Rachmaninov del magmatico poema sinfonico L’isola dei morti (1908), scaturito dalla suggestione scaramantica di un quadro crepuscolare di Arnold Boecklin e basato sul tema della celebre sequenza medioevale del Dies irae gregoriano, per quanto ottimamente diretto da Sir Antonio Pappano, non travalicava la soglia del puro interesse culturale. E similmente la Seconda Sinfonia (1902) del finnico e quasi coetaneo Jean Sibelius, abile maestro di orchestrazione più che di geniale elaborazione tematica, ove per fortuna la cantabilità emerge ma solo nel finale all’insegna della repressa voglia di modernità di un epigono del linguaggio sinfonico ottocentesco già messo ampiamente in crisi da Wagner e da Mahler, per non dire di Debussy. Insomma niente a che vedere con Dvorak o Ciaikovsky. Ma la luce abbagliante veniva da un talento adamantino come quello del trentenne pianista ucraino Alexander Romanovsky, Premio Busoni nel 2002, alle prese col raro Concerto n.1 per pianoforte e orchestra (1891-99) di un giovanissimo Rachmaninov sorprendente e portentoso interprete nei passi cantabili come in quelli di velocità supersonica ad alto tasso tecnico. Nel suo Rachmaninov si avverte l’erede di Liszt e del grande pianismo romantico con folate rapide e violente che nell’esecuzione non vanno mai a scapito delle nitidezza delle note, e con una enfasi che fortunatamente non appare mai retorica. Per bis poi il giovane pianista regala un decantato preludio bachiano (ma rivisto "modernamente" da Alexander Siloti, il maestro di pianoforte di Rachmaninov) che esperisce varie qualità di tocco "perlato", ovvero proprio l’antitesi del fuoco barbaro e nervoso del Concerto appena ascoltato. Un talento straordinario da riascoltare con piacere.

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