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01/09/2009 05:15

ne "Il viaggio dell'anima"

Foà si esibisce al Gianicolo

Arnoldo Foà

Serata speciale al Parco della Rimembranza del Gianicolo grazie alla rassegna Fontanonestate che ospita alle 21 «Il Viaggio dell'Anima. Arnoldo Foà legge Dante», uno spettacolo in cui il mattatore dialoga con il sommo poeta con incursioni sonore di Roberto Procaccini. «Leggere Dante mi piace infinitamente, ma penso che anche per gli altri sia un piacere, pure quando riascoltano i suoi canti e i suoi versi che conoscono a memoria: è come riascoltare una musica che hai nel cuore» ama ripetere il protagonista che si inserisce nell'elenco degli illustri interpreti disponibili al cimento con la «Divina Commedia».

Da Vittorio Gassman a Roberto Benigni, da Giorgio Albertazzi a Carmelo Bene, il confronto formale e semantico con l'opera dantesca, prima completa e inimitabile fonte della nostra cultura letteraria rimane una palestra d'eccezione con cui si misurano e si valicano i confini della recitazione e della comunicazione emotiva. La proposta di oggi è un'ulteriore quanto unica occasione per godere dell'armoniosa duttilità vocale di un lettore sapiente e scanzonato come Foà, che a dispetto e in virtù dei suoi 93 anni, tutti dedicati all'arte scenica, ha deciso di utilizzare un registro chiaro e semplice, senza sovrastrutture o declamazioni, per trasmettere la profondità e la grandezza della pura poesia, per emozionare e parlare al cuore, così come Dante si rivolgeva ai suoi contemporanei. Il programma di questo straordinario incontro letterario è, per molti aspetti, inconsueto: c'è una sorta di «iniziazione» al grande poema, nel quale si penetra attraverso la chiave dei primi canti in una sequenza serrata.

Immancabile in apertura il primo canto, quello della «selva oscura» e dell'inizio del grande viaggio; poi, con il secondo canto, si passa allo sgomento di Dante di fronte all'immane impresa e alla richiesta di conforto da parte di Virgilio; quindi arriva il terzo canto, con l'ingresso all'inferno (come non dimenticare il refrain «per me si va nella città dolente») e con il traghettatore d'anime Caronte, che conduce nel cuore della scrittura fino all'apparizione dei memorabili personaggi che via via si incontreranno come Paolo e Francesca o il conte Ugolino, per citare solo i più rappresentativi. Un recital di raffinata capacità evocativa, che permette di apprezzare la poesia e il senso profondo della vita, attraverso una performance vivace, non priva di intimità, in cui un solista impareggiabile esalta e divulga il più divino degli spartiti.

Tiberia de Matteis






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