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Scarpati: "Vinciamo perché i nostri<br/> sono sentimenti veri"

Scarpati: "Vinciamo perché i nostri<br/> sono sentimenti veri"

Giulio Scarpati

Il sorpasso di «Un medico in famiglia» su «Il Grande Fratello» si spiega con la ricerca di un'autenticità di sentimenti garantita meglio da una creazione di fantasia che da un'operazione spettacolare solo apparentemente vicina alla realtà per Giulio Scarpati, protagonista della fortunata fiction di Rai Uno tornato dopo anni di assenza.

Giulio Scarpati, come interpreta le scelte dei telespettatori?
Anche se l'Auditel non va enfatizzato, sono contento che piaccia un prodotto creativo che racconta una storia, imitando i sentimenti reali della gente e permettendo l'identificazione. La battaglia non è fra i contenuti buoni e la trasgressione, bensì tra la proposta di una famiglia più o meno reale e una struttura che sembra corrispondere al vero e invece è tutta costruita. Se le prime edizioni del «Grande Fratello» presentavano reazioni inconsapevoli e istintive, ora è tutto prevedibile.

Gli Italiani hanno voglia di valori alti?
La famiglia Martini è legata da un eccesso di amore e di bontà. Per esempio, il primo bacio di Annuccia al fidanzatino scoperto da Lele mezzo ubriaco ha colpito gli spettatori perché non è un evento commerciale, ma un momento umano.

Lele si innamora di una donna più giovane...
Non è un fatto molto originale: accade spesso e anche fra chi lavora nello spettacolo. C'è il bisogno di progettare un futuro e allungarsi la vita per non riconoscere il tempo che passa.

È immune da questi espedienti?
Cerco di mantenere viva la passione per mia moglie con impegno: mi rifiuterei di stare insieme solo perché abbiamo due figli.

Sembra che nel privato sia molto più puro di Lele...
Forse sì. Sto persino lavorando in teatro in uno spettacolo intitolato «Troppo buono», scritto da Marco Presta, che denuncia i mali della bontà intesa come uno stereotipo che può diventare una gabbia. Il personaggio finirà per usare la cattiveria che non ha mai mostrato con citazioni che vanno da Dostoievskij a Califano.

 La popolarità di Lele è un limite per la sua carriera?
È stato importante mantenere un'identità e tenerlo a bada. Scarpati contiene Lele e non viceversa. Il teatro mi permette di spiazzare e sorprendere, vivendo altre infinite possibilità di essere.

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