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Gli uomini e la loro falsa libertà Il destino è uno «Scacco a Dio»

GiuseppeLorin «"Scacco a Dio" è chiaro come il sole: noi sfidiamo la vita di tutti i giorni e quella dei giorni rari concessi a pochi. Perché? Dio non ci ha voluti felici e con la pancia piena, sarebbe stata la nostra fine. Dio ha voluto che ci costruissimo tra il dolore ed il respiro per non addormentarci mai, per cercare sempre». Roberto Vecchioni è un personaggio sensibile alla superficialità imperante, un cantautore poetico che con il suo impegno sociale riesce, almeno in parte, a risvegliare quei valori etici, morali e civili assopiti dall'attuale stressante vita collettiva. Con lui abbiamo parlato del suo ultimo libro "Scacco a Dio", edito da Einaudi e in libreria dal 24 giugno scorso. . Credi nei simboli, nei messaggi, negli avvertimenti o consigli che una realtà a noi invisibile, impercettibile, sconosciuta ai nostri sensi ci fa arrivare alla nostra coscienza? Credo ad un'immensa forza intuitiva, mediatica che ci percorre e ogni tanto si palesa. Penso che il mondo, l'universo siano disseminati di simboli che ci sfidano a capire. Credo mediocre ed inattendibile un'esistenza basata su domande e risposte abituali, rituali. Credo che l'Arte, come «Inventio», ci dia risposte uniche. Ci sono dei limiti, dei confini, tra l'arte del musicare, del comporre, e l'arte dello scrivere? I limiti sono tutti formali. Una canzone è l'intreccio di parola, musica interpretazione. Scrivere è parolare e basta. Il punto cruciale e finale sta sempre nella sintesi lirica e questa si può raggiungere in vari modi, da qualunque parte si provenga. Che rapporto c'è tra la fatalità, il destino e il libero arbitrio? Io credo che all'uomo sia dato di scegliere sempre in piena libertà. Quel che chiamiamo «destino» altro non è se non ciò che abbiamo già scelto, scegliamo o sceglieremo e di cui Dio tiene un archivio. L'archivio è ininfluente, siamo noi a scriverglielo. Il caso è la più grande prova della libertà degli eventi, tragico o fortunato che sia. Cosa pensi della sfida che l'uomo da sempre muove a Dio ad esempio attraverso le scoperte scientifiche? Penso che Dio abbia creato gli Uomini e il Mondo non aspettandosi niente di diverso da ciò. Non siamo una riserva di branzini, uno zoo di animali da collezione. Dio per primo voleva queste sfide continue. Come definisci questa tua nuova opera «Scacco a Dio», una raccolta di racconti, un romanzo dell'esistenza, o un diario delle sfide? Questo è un romanzo di racconti, ma le sfide sono solo dei pretesti. In realtà quel che mi premeva era arrivare ad una fede, ad una certezza emozionale fuori dalla teologia e dalla filosofia.

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