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Se la commedia romantica scopre i trucchi del metateatro

Tiberia de Matteis Niente satira per Gianluca Guidi perché già riempie le pagine dei quotidiani. Molto meglio una commedia intelligente con una bellissima storia romantica che alterna momenti ironici e sentimentali come «Facciamo l'amore» di Norman Krasna, da lui interpretata e diretta da martedì al Sistina con Lorenza Mario, Enzo Garinei, Aldo Ralli, Riccardo Biseo, Aldo Bergamaschi, Stefano Bontempi, Carlotta Bolognese, Francesco Italiani, Emanuela Silvestre e Mirko Ranù. L'attore e regista veste i panni di un miliardario che scopre di essere messo alla berlina in uno spettacolo teatrale, in quanto donnaiolo impenitente. Quando si reca alle prove per evitare il debutto dell'evento, rimane folgorato dalla protagonista femminile e dalle sue doti canore. Presentandosi sotto mentite spoglie, cerca di sedurla, ma la giovane gli resiste fino all'ultimo.

Si ricorda la pellicola tratta da questo testo nel 1960 da George Cukor che coinvolgeva Marilyn Monroe e Yves Montand e spicca sul tavolo dello studio privato di Pietro Garinei, tuttora rimasto intatto all'interno del Sistina. «Non ho mai amato le trasposizioni cinematografiche a teatro perché non ci sono i primi piani, ma qui la vicenda è metateatrale oltre che dolce e carina - ha spiegato Guidi - Ho debuttato al Sistina con Manfredi e poi ci sono tornato con Calindri. Mancavo da dodici anni e finalmente sono tornato per dimostrare se sono migliorato nel tempo. Fino a 34 anni ho pigiato sull'acceleratore, ma ormai ho capito che talvolta è meglio stare a guardare e tacere se non si ha nulla da dire. Sono un giullare e non posso strafare nel tentativo di cambiare il mondo. Posso solo concordare con l'idea contenuta nel libro "Shakespeare politico" che una società disposta a mettere all'apice del suo sviluppo un risultato finanziario in luogo di un progetto sociale sia destinata a fallire.

Ognuno di noi porta sul palcoscenico fatti del suo vissuto con l'alibi dell'apertura del sipario, tuttavia ci sono momenti in cui persino la satira è inutile. Il mio amico Daniele Luttazzi mi ha detto proprio ieri: "Non so più cosa dire, fanno tutto loro!". «Dopo "Chicago" che era un musical e spettacoli in cui ero solo ballerina e cantante, mi sento un'attrice in grande crescita umana e professionale perché sto in scena tutto il tempo, ha aggiunto Lorenza Mario.

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