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Da Mastroianni a Tedeschi Riflettori puntati sulla vecchiaia

Edè indissolubilmente legato al nome di Marcello Mastroianni che ne è stato il primo interprete. Un carissimo amico per Gianrico Tedeschi che, nell'affrontare «Le ultime lune», dal 10 al 22 al Teatro Italia, a lui rende un omaggio. Con un allestimento, diretto dallo stesso autore, che dalla stagione 2000-01 non ha mai lasciato il palcoscenico. Si tratta infatti di un'opera che coinvolge molto l'attore e che peraltro lo stesso Bordon, come gli ha confidato in seguito, aveva pensato in un primo momento di affidare proprio a lui, decidendo poi per il nome di Mastroianni che per la commedia aveva maggior valore. Giustamente e col risultato di un'interpretazione straordinaria, come afferma Tedeschi, che, rispetto a quell'edizione, ritiene di aver forse dato maggior importanza alla seconda parte, ambientata in una casa di riposo. Un lungo monologo che riguarda la vecchiaia e chi ne gestisce l'assistenza. Un problema scottante e difficile che si risolve solo con l'amore. Ma che non sembra toccare l'interprete, prossimo agli 89 anni e tuttavia attivissimo. In una carriera peraltro punteggiata di scelte ampie e difficili, che arrivano con difficoltà al pubblico, rendendo complicato far coincidere le proposte con l'esigenza di soddisfare gli spettatori. Ma sono testi veri, importanti, quelli che lui preferisce. Del resto, afferma, questo ti costringe a tirar fuori le forze, a tenerti sveglio. E poi, Dio Mio, il teatro ha sempre avuto bisogno di vecchi. Io esagero ma certi personaggi possono farli solo i vecchi.

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