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Strizzando l'occhio a Murolo e Carosone

Strizzando l'occhio a Murolo e Carosone

Renzo Arbore (Foto Pizzi)

Musicista, uomo di radio e tv. Inventore di spettacoli a tutto tondo. Renzo Arbore ha tante anime, una più popolare delle altre. Negli ultimissimi anni si sta dedicando con passione alle sette note, riscuotendo notevoli consensi in giro per il mondo. Il segreto di tutto sta nella capacità di reinterpretare in chiave moderna i grandi classici della tradizione napoletana. Renzo Arbore sbarca da domani sera al Teatro Sistina con la sua Orchestra Italiana e replicherà fino al 15 marzo. Gli amanti del genere non si annoieranno di certo e attraverseranno la storia partenopea in note a cavallo tra «Era de maggio», «Voce 'e notte», «Luna Rossa», «Malafemmena», «Dicitincello vuje», «Reginella», «Munasterio 'e Santa Chiara» e «Comme facette mammeta». E ancora «Aummo...aummo», «'O Sarracino», «Chella llà», ma anche «Silenzio cantatore», «Scetate», «Mandulinata a Napule», «Ll'arte d'o sole», «'I' t'vurria vasà», «Na sera e maggio», «Canzone appassiunata», «Canzone Marenara» e «Te voglio bene assaje».

Nelle mani di Arbore e dei suoi quindici musicisti sono tornate a risplendere di nuova luce alcune preziose gemme di questo patrimonio, in una costante rivisitazione in cui viene esaltata la poesia, il divertimento, la straordinaria «bellezza», la «contemporaneità». Grandi anime e voci ispiratrici quelle di Roberto Murolo e Renato Carosone, affettuosamente ricordate da Arbore in ogni suo concerto. L'Orchestra Italiana vanta una strumentazione di tutto rispetto con chitarre, mandolini, voci e cori, percussioni, fisarmonica e tastiere.

Partito dal modello un po' naif delle orchestre napoletane, quelle dei primi del '900, dove le voci ricche di pathos dei cantanti si sposavano con i ritmi coinvolgenti delle strade di Napoli, recuperato in prima fila il suono dei dimenticati mandolini, Arbore si diverte anche a sperimentare originali contaminazioni con alcune sonorità e ritmi: rock, blues, country, reggae e Sudamerica. Immesse così nuove energie ritmiche a supporto di inedite e accattivanti sonorità, Arbore e L'Orchestra Italiana riescono a riportare all'attenzione del grande pubblico, italiano ed estero, la melodia classica napoletana come musica di «oggi», ancora viva e capace di esprimere le emozioni più intense e travolgenti. Coraggioso e in controtendenza.

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