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Umberto Piersanti, il viaggiatore tra tempi e luoghi della memoria

"Tra alberi e vicende. Poesie 1967-1990" (Archinto, 2009) di Umberto Piersanti, è un libro tra questi, il quale raccoglie interamente le pubblicazioni che precedono la trilogia Einaudi avviata nel 1994 e giunta a compimento nel 2008 con "L'Albero delle nebbie". Il poeta urbinate, lirico e naturalistico, fa i conti specialmente con luoghi e tempi, con le ambientazioni nella campagna rinascimentale che richiamano una matrice intessuta di ricordi e un'eredità che proviene dall'età dell'infanzia e dell'adolescenza.

Sono così resi universali gli altipiani a sud di Urbino, le Cesane, vera e propria patria elettiva di un canto mitografico. I luoghi di Piersanti vengono attraversati da una storia personale e quindi seguono un percorso del tutto proprio. La componente anacronistica dei versi sonda la necessità della parola poetica e un sentimento pieno, disinvolto. Il poeta "butta la faccia tra le erbe" tra grazia e levità toccate con mano.

Ad una prima fase, dove si ravvisano anche scontri epocali e generazionali, si passa ad una più ferma percezione dell'io lirico e ad un ricongiungimento con la natura: un percorso che recupera il senso della tradizione letteraria dal sapore leopardiano, dove la vita è avvertita in un'unità di tempo assolutizzata dalla poesia e immersa nella compiutezza di una dimensione esistenziale.

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