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La rivincita di Eva, l'anchorwoman che si batte per la famiglia

Il Tribunale del Lavoro di Amburgo l'ha scagionata dall'accusa di esaltazione del nazionalsocialismo e la bionda "anchorwoman" sta trattando con l'emittente pubblica per un suo clamoroso ritorno. Sembrerebbe profilarsi una bella vittoria, e non solo per Eva. Tutto è cominciato il 6 settembre 2006, a Berlino, quando alla presentazione di un suo libro dedicato alla difesa della famiglia, la Herman accusò i sessantottini di aver distrutto ciò in cui neppure il nazismo era riuscito: il senso della procreazione, della famiglia e il ruolo della donna. Subito licenziata dalla Ndr, la donna ha subito a lungo attacchi mediatici, in particolare da rappresentanti storiche del più duro femminismo tedesco e tuttavia ha trovato anche grande accoglienza, soprattutto presso comunità, associazioni e movimenti cattolici.


La sua vittoria è anche quella di una sempre più consapevole cultura della vita, sempre più diffusa anche in Germania. Non mancano le contraddizioni, tuttavia, in particolare all'interno della Cdu, il partito di Angela Merkel, nelle cui fila non mancano personalità tentate da posizioni laiciste. Non a caso, di recente, sono state cancellate nel giro di poche ore, senza motivo apparente, due manifestazioni pubbliche organizzate dalla Cdu dedicate alla "nuova immagine della donna", ad Hannover e Magdeburgo: ad entrambe avrebbe dovuto partecipare la Herman.

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