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Il Festival di Sanremo rischia di chiudere

Il Festival di Sanremo rischia di chiudere

Paolo Bonolis e Fabrizio Del Noce

La cinquantanovesima edizione del festival di Sanremo ne deciderà il destino, almeno televisivo. «Parliamoci chiaro, o arriveranno i risultati quest'anno o dovremo ufficializzare la crisi di questo evento». Non ha usato giri di parole il direttore di Raiuno Fabrizio del Noce per chiarire che il festival preparato da Bonolis è molto ricco sia dal punto di vista musicale che spettacolare e che un'eventuale risultato d'ascolto deludente andrebbe imputato all'appeal delle Kermesse modificatosi nel tempo.

Ma è polemica riguardo lo stipendio di Paolo Bonolis. «Il mio stipendio? Credo che non ci sia motivo di replicare a niente e a nessuno in materia. Stiamo lavorando serenamente.» Il conduttore del Festival replica così, alle critiche mosse al suo cachet, un milione di euro, per presentare, e fare la direzione artistica, di Sanremo, poi non regge alla tentazione della battuta e aggiunge ridacchiando: «Stiamo lavorando per giustificarlo».
Del resto, sottolinea Bonolis,«è la stessa somma pagata a chi aveva il mio ruolo nelle ultime edizioni» e, comunque, «si sapeva da ottobre» ma «a qualcuno conviene tirarlo fuori adesso e montare la polemica, una polemica che fa comodo a chi vuole 'attaccarsì al festival, un 'carrettò che fa gola a molti».

Al centro delle polemiche della conferenza stampa che precede l'inizio del Festival c'è anche la canzone di Povia. «La canzone di Povia non si schiera nè da una parte nè dall'altra ma racconta una storia, ascoltata in treno: quella di una persona che parte omosessuale e diventa eterosessuale. E non viene considerata positiva perchè uno trova la felicità diventando eterosesuale». Paolo Bonolis torna su Luca era gay, la canzone di Povia che ha già suscitato mille polemiche, con arrivo domani dell'Arcigay a Sanremo.
«Arcigay verrà a Sanremo, porteranno la loro gioia e allegria, felicità, pensiero. Tutti abbiano diritto alla felicità che ha molte strade, una è quella che racconta Povia, ascoltata su un treno. Se la canzone fosse stata offensiva non avrebbe partecipato al mio festival».
 

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