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Tatuatoo che tatuo io

C’era un infermiere cinese della dinastia dei Ming che stava facendo una puntura con l’ago, l’ago siddetta agopuntura, a un mandarino - quello in carne ed ossa - quando il mandarino ritornava, l’infermiere non si ricordava mai dove aveva punto il mandarino il giorno prima. Allora gli venne in mente di mettere nell’ago l’inchiostro nero, lasciando così un puntino nero. Fu poi  quello che unì i puntini ad inventare il tatuaggio con disegno.

Dall’antica Cina il tatuaggio ha fatto passi da gigante. Un mio cugino di secondo grado si è fatto tatuare il sistema circolatorio in un polpaccio, nella cerchia dei suoi amici ce l’aveva solo lui, un disegno bellissimo. C’aveva sta gamba con tutte ’ste vene a rilievo. Poi è tornato a casa..una delusione: ce l’aveva pure la nonna, ma molto più definito! Ma cos’è che spinge l’uomo a farsi tatuare? Ancestralmente è il bisogno di appartenenza ad un nucleo, ad una tribù, il tatuaggio si fa per non perdere il contatto con gli altri, per non perdere la propria identità, in parole povere per non perdersi.

Un tassista amico mio, un po’ cafone, per non perdere se stesso si è fatto tatuare sulla schiena il tutto città, tavola 64! Ora se dovesse perdersi, saprebbe dove trovarsi!

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