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«La mostra a Roma non è ideologia»

È sicuro Telmo Plevani, professore di filosofia della scienza alla Bicocca di Milano e curatore della mostra «Darwin 1809-2009». La mostra, organizzata da Plevani con Niles Eldredge e Ian Tattersall, nasce come celebrazione del bicentenario della nascita di Charles Darwin, il 12 febbraio. "Ma l'intento è parlare di Darwin e della scienza", precisa, "con serenità, mettendo in campo gli strumenti necessari a far capire cos'è stato l'evoluzionismo darwiniano e che cos'è oggi".
Il progetto è ambizioso: "Mille metri quadri di esposizione, in cui Darwin appare non come icona statica, ma come una mente nel cui sguardo accompagniamo il visitatore ad immergersi. La scienza non è un catalogo di teorie morte, ma un processo di scoperta, di meraviglia continua". Tre le aree della mostra: "Nella prima parte c'è anche lo studio di Darwin, ricostruito con tutti i suoi oggetti. Nella seconda si mostrano gli approfondimenti avuti dalla teoria dell'evoluzione nel tempo: se Darwin poteva analizzare la selezione naturale solo a livello macroscopico, noi oggi la vediamo a livello genetico, così come sappiamo che l'evoluzione non è solo un processo lento, ma può anche essere geologicamente veloce". In chiusura una novità: "Una sezione dedicata all'evoluzione umana e a Darwin in Italia. Gli scienziati e i naturalisti italiani furono tra i primi ad accogliere le teorie darwiniane e ad applicarle all'uomo".

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