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Laici, cristiani e il mondo in sfacelo

Ogni settimana, un libro. Per suscitare dibattito e fermarsi un po' nell'interiorità.
Con «Perché dobbiamo dirci cristiani» di Marcello Pera facile l'input allo scambio di idee. Bondi fa gli onori di casa e subito chiarisce che al tavolo dei giovedì non tutti pensano le stesse cose. Ha accanto l'autore del volume, e poi mons. Rino Fisichella, Carlo Lottieri, Pietro Barcellona. Il discorso spazia dalle ragioni della fede a quelle della storia. Pera ricorda che ci troviamo di fronte a una crisi di civiltà. Morale, economica. Concorda Barcellona: «L'uomo deve ristrutturarsi. Lo sfacelo viene dalla spiegazione scientista del mondo. Sentimenti, passioni, anche la libertà sono spiegati in termini di neuroni, microchip. Il dolore è sottomesso alla tecnologia. Che ha un potere che spiega ma non comprende. Ma con Pera dissento quando dice che liberalismo più cristianesimo è la via all'etica». Lottieri, liberista duro e puro, affronta il tema delle radici dell'Europa. Cristiane, sì, in un continente segnato dal particolarismo. «L'unificazione politica europea è minaccia. Dovrebbero coglierla laici e cristiani». Prossimo giovedì il 5 marzo. Con La Capria.Li. Lom.

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