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Amendola: Sanremo ci fa un baffo

Squadra che vince non si cambia, insegna il proverbio, i protagonisti sono quelli da sempre amati dal pubblico più qualche «new entry»: Claudio Amendola, Elena Sofia Ricci, Antonello Fassari, Max Tortora, Matteo Branciamore e Alessandra Mastronardi. Nella serie arriva una bambina pestifera: Angelica Cinquantini, in più tra gli «ospiti d'onore» ci saranno: il presidente della Lazio Claudio Lotito (che sul set è arrivato preparatissimo e ha anche corretto le battute di Tortora) e poi Rodolfo Laganà, Debora Caprioglio, Eleonora Giorgi. Tra le novità delle nuove quindici puntate: una crisi nella coppia Giulio-Laura (Amendola e Ricci) e la maternità della giovanissima Eva (Alessandra Mastronardi).


Claudio Amendola, qual è il segreto del successo dei «Cesaroni»?


«La riconoscibilità dei personaggi, questa è la famiglia tipo italiana. Noi Cesaroni siamo come nella vita e non c'è niente di più bello che sentirsi dire da chi ci guarda: a casa nostra succede lo stesso».


Giovedì è a «Scherzi a parte» e venerdì nei «Cesaroni». Non teme la sovraesposizione?

«Sì, ci ho pensato e prima di arrivare alla decisione mi sono consultato con i vertici della rete, poi abbiamo deciso di rischiare».


Venerdì 20 «I Cesaroni» dovranno vedersela con Sanremo.


«Sanremo ci fa un baffo, e poi al Festival la serata di venerdì è un po' scamuffa...».


Ci sono gli ospiti.


«E di qua ci siamo noi».

 
Ma lei lo presenterebbe Sanremo?


«Non presenterei Sanremo... per i prossimi tre anni perché ho un contratto con Mediaset».


Quando, nella sua vita, ha deciso di fare l'attore?


«Ancora non l'ho deciso, mi è accaduto. E se mi capita ancora continuerò».


La carriera di attore l'ha cominciata per caso?


«Sì, per fare un piacere a mia mamma, che, anni fa, incontrò Franco Rossi. Il regista stava cercando un giovane, sui vent'anni, per "Storia d'amore e d'amicizia", con Barbara De Rossi, ma non lo trovava. Mia madre gli disse che il personaggio era tale e quale a me e mi chiese di provare. Io andai, anche un po' controvoglia, e un mese dopo facevo l'attore».


Come fu il primo provino?


«Non avevo alcun tipo di emozione, non pensavo di fare questo mestiere. Mi ci sono trovato. Ho iniziato la professione per caso, una cosa che capita alle volte. In Italia specialmente ai politici».


Vuole parlare di politica?


«No, meglio di no, oggi non parliamo di politica».

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