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Povero Festival di Berlino, con quel direttore

Come, qualche tempo dopo il suo successore, Moritz de Hadeln, che poi ho ritrovato mio successore alla Mostra di Venezia. Sapevano tutto del cinema e, grazie a quelle loro conoscenze, non solo avevano dato lustro a tutte le edizioni dei loro festival, ma erano riusciti, entrambi, ad avviare ottimi rapporti con tutte le cinematografie internazionali, valutando di ciascuna il valore specifico. Anche la nostra italiana, naturalmente, che li ha sempre avuti conoscitori attenti e partecipi. Adesso è arrivato Dieter Kosslick che non si perita di giudicare il nostro cinema a livello "opere culinarie", buone per palati tutt'altro che fini. Dimostrando una sola cosa, che non sa niente dei nostri autori, che non conosce le tante occasioni in cui anche di recente il cinema italiano si è imposto, sempre all'altezza del suo passato. Immagino che sia molto occupato, però un consiglio glielo do: si veda, e si riveda, i migliori film italiani di questi ultimi anni. E poiché lo ritengo solo disinformato e non in malafede, si ricrederà.

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