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Ruggeri: «Il web è la mia musa»

Nel nuovo cd l'artista fa cantare musicisti conosciuti su MySpace


Enrico Ruggeri, «All in» è il termine che i giocatori di poker usano per indicare il momento in cui decidono di giocarsi tutto, per vincere o rovinarsi fino all'estremo. C'è qualche riferimento autobiografico?
«Forse sì. È la prima volta che un artista italiano pubblica un triplo cd senza inserire i propri successi. Sono tre lavori nuovi, tre opere dell'intelletto e non del marketing».
Il primo capitolo del triplo cd si intitola «World Show» ed è una rilettura dei brani contenuti nel suo «Rock Show». Com'è nata l'idea?
«Il merito è tutto di MySpace. Tutti i musicisti che interpretano i miei brani li ho conosciuti e contattati su Internet».
Lei è, dunque, favorevole al ruolo delle nuove tecnologie applicate alla musica. O sbaglio?
«Sono favorevole se sono gestite bene. Sono perplesso quando vedo qualcuno che annienta la propria vita su Facebook. Ma è altrettanto vero che senza il supporto del web questo cd non sarebbe mai nato. È la prima volta che un progetto artistico nasce grazie a MySpace».
In uno dei brani di «World Show» duetta con suo figlio Pico. È stato complicato lavorare con lui?
«Lo conoscevano tutti tranne me. Un giorno ho deciso di ascoltare la sua musica e mi sono accorto che è un rasta-rapper. Mi sono chiesto se mi piacesse in assoluto o solo perché è mio figlio. Alla fine ho deciso di chiudere il cd con un testo scritto da lui».
Il secondo capitolo si intitola «Incontri». Perché ha sentito il bisogno di pubblicare cover di altri artisti?
«L'ho fatto per amore. Durante una tournée hai sempre bisogno di suonare qualcosa di diverso. E allora sono andato a pescare col cuore tra gli artisti a cui mi sento più legato. Dunque via con le cover di Beatles, Bowie, Iggy Pop, Celentano e tanti altri».
L'ultima parte del triplo cd contiene la colonna sonora del film «East West East» del regista albanese Xhuvani. Com'è stato scrivere le musiche per un film?
«Per la prima volta ho potuto fare davvero il musicista. Mi sono ispirato alle immagini del film e ho potuto pensare liberamente al sassofono e agli archi».
Il festival di Sanremo è alle porte. Lo vedrà?
«Non lo so. Ma una cosa è certa. I vincitori degli ultimi anni non sono passati alla storia. È come se il successo televisivo non corrispondesse più al successo discografico, come accadeva un tempo. Insomma Sanremo è innanzitutto un programma televisivo e come tale va considerato».

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