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Missione impossibile uccidere il Führer

Il film firmato da Bryan Singer «Operazione Valchiria», interpretato da Tom Cruise, punta i riflettori su alcuni avvenimenti enigmatici del '900.  La storia della «invulnerabilità» di Hitler, inizia durante la prima Guerra Mondiale: quando era solo un caporale portaordini si trovò in mezzo ad un attacco con il gas iprite. Fu ferito, ma, alla fine, dopo un lungo periodo di ricovero, guarì e fu decorato. Durante il putsch di Monaco, nel 1923, un tentativo di colpo di stato, Hitler si trovò sotto una pioggia di pallottole, in testa al corteo che dava l'assalto al Ministero della Guerra. Persero la vita 16 persone. Hitler, rimase illeso e fu arrestato. L'attentato più famoso, a parte quello narrato nel film di Cruise, fu certamente quello organizzato e messo in atto da un falegname, Georg Elser. Nel '39 con un lavoro certosino e notturno, durato per oltre due mesi, preparò un vano segreto nel pilastro di una birreria dove il Führer doveva tenere un discorso. La notte prima dell'evento piazzò un ordigno nel nascondiglio.

La bomba esplose esattamente al momento stabilito, ma Hitler aveva lasciato il locale da pochi minuti. Un ulteriore attentato fu messo in atto dal generale Henning von Tresckow, e proprio da questo inizia il film con Cruise. L'ufficiale era un valente militare che partecipò alle invasioni della Cecoslovacchia e della Polonia. Quando vide da vicino i metodi delle SS rimase sconvolto e decise di colpire il capo del nazismo. Nel '43 si preparò per uccidere a colpi di pistola Hitler e il capo delle SS Heinrich Himmler, durante una visita al fronte. Il piano fallì e allora piazzò due chili di tritolo, nascosti in una cassetta di liquori, sull'aereo del Führer. Ma la bomba fece cilecca.


Il 20 luglio del '44, dopo una preparazione complessa e puntuale, fu messo in atto l'attentato del colonnello Claus Philipp Maria Schenk conte di Stauffenberg, il personaggio interpretato da Cruise. Tra le gambe di Hitler scoppiò un chilo di esplosivo, ma il dittatore ne uscì solo con i pantaloni bruciati.
Ma chi era von Stauffenberg? Per due degli scrittori più discussi: Michael Baigent e Richard Leigh, autori del «Santo Graal», il libro che ha ispirato «Il codice Da Vinci» di Dan Brown, il conte faceva parte di un'antichissima setta che metteva l'onore e lo spirito germanico al di sopra di tutto. L'attentato contro Hitler non fu, per gli scrittori, un'operazione politica o militare, ma un rito contro il profanatore del vero spirito della Germania. E chi vorrà saperne di più dovrà attendere l'uscita di «Operazione Valchiria - Stauffenberg e la mistica crociata contro Hitler», traduzione di Rossella Grassellini, edizioni L'Età dell'Acquario, collana «Uomini, storia e misteri». L'uscita è prevista dopo il 15 febbraio.

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