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Quella sinistra che non si riconosce

Ma soprattutto che qualcosa a sinistra si sta incrinando definitivamente. Ridurre tutto a una lite tra primedonne della tv è far torto alla intelligenza e alla cultura della Signora che ha presieduto la Rai e ora vive con entusiasmo militante l'avventura di Red tv.


Ha ragione Dante: arriva un momento, nel mezzo del cammino della vita, in cui a ritrovarsi nella selva oscura nello strapagato giornalismo fazioso manca l'aria. Ed è giusto, come fa la Signora dal cognome dolce e supremo dell'iconografia italiana (cfr. Antonello da Messina) prender una strada che mena per altro calle.


Sull'inserto del Corsera Tullio Kezich dice di non conoscere Garrone. Non ha saputo indicarlo durante una cerimonia. Kezich lamenta che un tempo invece conosceva tutti, anche perché c'erano luoghi di ritrovo (bar, circoli etc) dove le persone si frequentavano, discutevano. La sua domanda finale circa un lavorare in solitudine dei registi (e dei critici) è significativa, attraverso un paradosso (il più famoso critico non "riconosce" in viso il più famoso regista).
 

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