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«L'ispettore Coliandro una fiction permessa ai genitori solo se accompagnati dai figli»

Per Coliandro quattro nuovi casi da risolvere dipanati in quattro episodi in onda in prime time su Raidue. Story editor della serie lo stesso Lucarelli che, presentando il tvmovie, parla di un «Coliandro in continua evoluzione».
«Dopo i primi due libri -spiega lo scrittore- l'ispettore è diventato sempre più lo strumento attraverso il quale raccontare la realtà in cui viviamo. Non solo il problema della criminalità ma i problemi i difetti e le contraddizioni del nostro essere italiani». A fargli eco lo stesso protagonista che definisce il suo personaggio come un uomo dai mille difetti: «È un disastro -sottolinea Morelli- dice parolacce, è razzista e -scherza- è anche un pò ignorante. Ma attraverso l'esperienza cambierà». Soddisfatto il direttore di Raidue Antonio Marano: «Coliandro ci da tante soddisfazioni soprattutto perchè rispecchia quello che la rete ricerca continuamente: la novità, la contemporaneità e la sperimentazione di nuovi linguaggi. È un prodotto di forte riferimento per la rete». Per Morelli «L'ispettore Coliandro parla ai giovani, cosa che raramente accade nella fiction. Consiglierei -dice- di metterci un bollino fucsia: vietato ai genitori, a meno che non siano accompagnati dai loro figli».

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